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Home » Cronaca

“The longer, the better”: bufera sullo spot del mascara che gioca con il cliché dei neri superdotati

“The longer the better”, bufera sullo spot del mascara

Bufera sullo spot del mascara “Extra Black” di Layla Cosmetics, che al grido “The longer, the better” vede la Ceo dell’azienda ballare con il prodotto addosso circondata da sei uomini neri e nudi, con il basso ventre pixelato. Ma è proprio a questo che sembra far riferimento il gioco di parole contenuto negli slogan: “Più lunghezza, più volume, più durata” e “Extra black”. Le ciglia della donna, la cui lunghezza dura di più grazie al mascara, sembrano insomma assimilate agli attributi dei modelli neri che la circondano, che nell’immaginario comune sarebbero superdotati.

Una narrazione che non è andata giù al pubblico social: l’azienda è stata accusata di sessualizzazione dei corpi e razzismo, per uno spot in cui si esalta lo stereotipo del “nero superdotato” abbinato a un prodotto destinato a durare “a lungo” sugli occhi dei clienti.  “Questo spot è vergognoso e non aggiungo altro. Allusioni degne del Bagaglino dei tempi d’oro. Il razzismo non è un’opinione”, hanno scritto, tra i vari commenti, gli attivisti di “ivgstobenissimo”, pagina social e community transfemminista e Lgbtquia+. Molti hanno giudicato la pubblicità “abominevole”, di pessimo gusto e razzista, o “un insulto palese a tutte le persone di colore”.

“Ognuno è libero di vedere quello che vuole. Per noi il vero significato della parola “razzismo” è disgraziatamente distante da ciò che si può vedere nel nostro spot. Incominciamo a dare il giusto peso alle parole, che potranno essere eliminate solo se si combatte tutti il giusto nemico”, ha replicato l’azienda, numero uno in Italia per i suoi smalti semipermanenti, quelli che utilizza e sponsorizza Fedez, e che anche in passato ha cercato di pubblicizzare i propri prodotti con spot provocatori, come quello girato insieme all’agenzia di pompe funebri Taffo. “Il mascara allunga le ciglia ma non la vita”, recitava in quel caso lo slogan.

 

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