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Home » Cronaca

Tar: “Comune di Riace riammesso al programma Sprar per l’accoglienza”

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Il 21 maggio il Tar della Calabria (sezione di Reggio Calabria) ha accolto il ricorso presentato dal Comune e ha annullato il provvedimento imposto dal ministero dell’Interno che aveva escluso Riace dallo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Il ricorso era stato presentato dal vice sindaco Giuseppe Gervasi.

Permessi di soggiorno, protezione umanitaria, cittadinanza, Sprar: cosa cambia con il decreto sicurezza

I giudici hanno presto questa decisione dopo aver constatato che, come evidenziato dalla difesa, nel Comune di Riace era stato autorizzato il finanziamento per il triennio “2017-2019, in prosecuzione del triennio precedente senza avere comminato penalità, e dall’altro, quasi contestualmente, ha assunto un atto che fonda le penalità e, dunque, la revoca su criticità afferenti al precedente triennio”.

“Il Collegio reputa che la contraddittorietà tra la prosecuzione autorizzata a dicembre e la successiva nota di gennaio sia manifesta”, hanno spiegato i giudici del Tar.

“L’autorizzazione alla prosecuzione del progetto può, dunque, trovare spiegazione solo con ‘la massima benevolenza dell’Amministrazione’, di cui dà conto la difesa erariale, evidentemente attuatasi mettendo a disposizione del Comune risorse umane e finanziarie, nonostante il riscontrato caos gestionale ed operativo, che emerge con chiarezza dagli atti di causa”.

Quindi “alla luce della documentazione versata in atti”, i giudici hanno osservato che “il progetto avrebbe dovuto essere eventualmente chiuso alla scadenza naturale”.

“Averne autorizzato la prosecuzione, lasciando la gestione di ingenti risorse pubbliche in mano ad un’amministrazione comunale, per quanto ricca di buoni propositi e di idee innovative, ritenuta priva delle risorse tecniche per gestirle in modo puntuale ed efficiente, appare fonte di danno erariale che dovrà essere segnalato alla Procura presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Calabria ed alla Procura presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Lazio, per i rispettivi profili di competenza”.

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