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“Io padre separato, picchiato dalla mia ex. Adesso vivo con 70 euro al mese”: l’assurda storia di Cristian

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Cristian e i suoi bambini

Tre figli, una ex violenta che lo ha mandato in ospedale con un calcio all'osso del collo e uno stipendio che per l'80 per cento finisce sul conto di lei. L'incubo di Cristian, che a 46 anni è stato costretto a chiedere aiuto a sua madre per non ritrovarsi in strada

“Il 27 gennaio c’è l’udienza per l’affidamento dei figli. Decideranno se ascoltare o no la richiesta della mia ex moglie di non farmeli più vedere. Ho paura e non ho più i soldi per un legale, da un anno sono piombato in questo incubo“. A parlare con voce flebile a TPI è Cristian Vacca, padre separato di Prato che nel giro di pochi mesi ha visto la sua vita ribaltarsi.

Cristian è pronto a tutto pur di non rinunciare a crescere i suoi 3 figli – 2 gemelli di 9 anni e un ragazzo di 15 – avuti dalla ormai ex moglie e a vedere il figlio 25enne di lei che però Cristian ha accudito fin da piccolissimo. Il padre si è ritrovato spiazzato, in una situazione che non poteva nemmeno immaginare: “Una donna splendida, con cui ci siamo adorati per 20 anni. Poi non so cosa sia successo, l’ho percepita allontanarsi e siamo arrivati alla separazione. La legge sul divorzio quest’anno compie 50 anni ed è fondamentale per i diritti di tutti, non è questo che sto contestando. Ma voglio far conoscere l’assurdità del mio caso che va al di là di tutto: ora vivo con 70 euro al mese e sono costretto a chiedere i soldi a mia madre, altrimenti sarei per strada“, racconta l’uomo.

Tutto ha inizio nel 2016, quando forte di un matrimonio solido e pluridecennale Cristian e sua moglie fanno una separazione consensuale per motivi economici, per salvaguardare la sua famiglia da danni erariali che potevano presentarsi con le grosse responsabilità che Cristian aveva nell’azienda per cui lavorava. Da quel momento tutti i mesi sul conto della donna arrivano 1.700 euro, quasi la totalità dello stipendio di Cristian. 

L’ultima busta paga di Cristian Vacca: 117 euro netti

Da settembre dello scorso anno lei lo caccia di casa: “Vivo da 15 mesi – racconta il 46enne – con buste paga molto basse: le cifre mensili che percepisco, vanno dai 70 euro al mese ai 100, a volte 300, a seconda dei casi, nonostante il mio stipendio sia di un impiegato della multinazionale STEF”. La situazione è peggiorata durante il 2020: “Mi sento umiliato. Sto vivendo l’agonia dell’indigenza, ho subito sguardi ingiusti di accusa ed ho vissuto in prima persona la crisi del Covid, da solo e senza possibilità economiche. Mi vergogno, a 46 anni mantenuto da mia madre”.

Non si tratta solo di un problema economico, la ex moglie di Cristian era diventata anche violenta:  “iniziò anche a picchiarmi. Nell’agosto 2019, eravamo al Parco dell’ex Ippodromo di Prato, mi inchinai per abbracciare i bambini e mi sferrò un calcio al collo. Codice 1 al Pronto Soccorso e per giorni non riuscivo né a muovermi, né a parlare”. In quel momento presentano entrambi denuncia per violenza, ma continuano a convivere insieme fino a settembre 2019.

Il certificato medico del pronto soccorso: trauma laterocervicale sinistro

È ormai un anno che Cristian vive da solo e continua a lavorare per l’azienda di logistica STEF, praticamente senza stipendio, “potrei licenziarmi, ma è l’unico modo con cui aiuto ancora i miei figli”. In attesa dell’udienza al tribunale di Firenze a gennaio prossimo, Cristian cerca di stare vicino ai suoi bambini in ogni momento libero: “Posso restare senza soldi, ma senza di loro no. Mai”. 

Leggi anche: Festa del papà e Coronavirus: essere un padre separato durante la quarantena

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