Box in plexiglass tra gli ombrelloni e separè nei ristoranti: le idee per la riapertura

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 14 Apr. 2020 alle 13:07 Aggiornato il 14 Apr. 2020 alle 15:13
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Immagine di copertina
Il rendering su una spiaggia romagnola dei box in plexiglass

Coronavirus, box in plexiglass tra gli ombrelloni e ristoranti con divisori

L’azienda di Serramazzoni (Modena) “Nuova Neon Group 2” sta proponendo una soluzione al problema della distanza di sicurezza imposta dal Coronavirus in spiaggia per l’estate 2020, con la speranza che gli italiani possano tornare al mare.

L’azienda modenese ha progettato su una spiaggia della riviera romagnola box trasparenti con pareti di plexiglass e profili in alluminio, di 4,5 metri per lato con un “accesso” da un metro e mezzo di ampiezza. “Una settimana fa – racconta Claudio Ferrari, proprietario dell’azienda modenese – abbiamo provato ad immaginare il ritorno in spiaggia. L’idea nasce con il duplice scopo di proteggere ma anche di far ripartire le attività”.

“E secondo noi può funzionare – aggiunge Ferrari mentre presenta i rendering che danno una soluzione al problema del distanziamento in spiaggia – Già siamo al lavoro per realizzare gli schermi per banche, farmacie e così abbiamo pensato di estendere il lavoro anche alle attività commerciali”.

Secondo gli esperti, la ripartenza post epidemia da Coronavirus in Italia sarà all’insegna del “turismo di prossimità”, alla riscoperta del proprio Paese. Gite fuori porta e escursioni rigorosamente in Italia, addio ai viaggi all’estero: gli amanti delle mete esotiche dovranno rinunciare a varcare i confini nazionali almeno per un po’. A confermarlo sono gli operatori del settore, che immaginano una ripartenza al ritmo dell’Italia negli anni Cinquanta.

Quest’estate quindi molto probabilmente si riscoprirà la seconda casa al mare o le spiagge non troppo lontane da casa. E così mentre gli hotel si stanno già adoperando per la sanificazione delle strutture, l’azienda modenese ha lanciato il suo progetto per gli stabilimenti balneari. Il sindacato balneari chiede “un’ordinanza nazionale che stabilisca modalità uniche per tutto il territorio”.

“Possiamo pensare di pianificare le nostre vacanze – dice la sottosegretaria alla Salute,Sandra Zampa – con le cautele perché non ci sarà il vaccino ma magari avremo una terapia e il virus sarà governabile. Pensare di stare chiusi in casa in città roventi a luglio e agosto mette angoscia a chiunque”.

Bar e ristoranti, invece, potrebbero riaprire il 18 maggio, probabilmente solo su prenotazione. Per la riapertura di industrie e uffici nella fase 2, l’ipotesi è quella di misure per “scaglionare gli orari di ingresso e di uscita” ed evitare assembramenti davanti ai luoghi di lavoro, ma soprattutto per alleggerire il carico dei mezzi pubblici, che rimangono il punto debole del piano. Negozi e uffici dovranno essere dotato di erogatori del disinfettante, mentre l’ingresso nei negozi avverrà a scaglioni in base anche alla grandezza dei locali: 40 metri quadri sarà la misura di riferimento minima. Nei locali di queste dimensioni potrà entrare solo un cliente per volta, per quelli oltre 40 metri quadri l’accesso sarà regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, laddove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

Le “barriere” nei ristoranti ai tavoli. Credit: Repubblica
Le “barriere” nei ristoranti ai tavoli. Credit: Repubblica

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