Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:05
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Scorie nucleari: “Il centro della Sicilia è diventato la pattumiera d’Italia”. Scoppia il caso Butera

Immagine di copertina
credit: Alan David Scifo

“Il centro della Sicilia è ormai diventato la pattumiera di una Italia che pensa soltanto alle città metropolitane e alle zone costiere”. Il geologo Angelo La Rosa, ex assessore di Serradifalco (Caltanissetta) non usa mezzi termini per raccontare quello che è accaduto nella zona interna dell’isola, dove sono stati preselezionati 3 siti da parte della Sogin – la società di Stato incaricata dal governo per il “decommissioning nucleare” e per la realizzazione del deposito per le scorie radioattive.

L’ennesimo “no” che si accoda a quello di altri comuni italiani, spaventati, per i quali l’azienda avvierà una campagna di informazione, per poi decidere il da farsi. La protesta del geologo siciliano, che segue quelle delle associazioni ambientaliste e della stessa regione Sicilia arriva perché i siti selezionati come depositi di scorie nucleari, seppur in fascia “D” (la fascia definita “meno predisposta alla realizzazione del deposito” rispetto alle altre) piangono ancora le conseguenze di anni di speculazioni industriali che hanno portato tumori e malformazioni.

Uno dei luoghi prescelti dalla Sogin per la costruzione del deposito tra i 67 selezionati in Italia, tra i 3 in Sicilia, è infatti in territorio di Butera, nella Piana di Gela, a pochi chilometri dal polo petrolchimico (adesso convertito in bio-raffineria) sotto processo per i tanti casi di malformazioni nella cittadina che oggi vanta il triste primato di terra con più malformazioni in Europa. Filippo Balbo, primo cittadino di Butera, è uno dei primi ad essersi intestato la battaglia contro il nucleare, che andrebbe a colpire anche Riesi, paese confinante, Licata e la stessa Gela. Proprio quest’ultima città ha segnato la vita del primo cittadino, pediatra, che ha visto centinaia di malformazioni nei bambini negli anni del suo lavoro: “Abbiamo per anni subito l’inquinamento del polo petrolchimico e lo subiremo ancora per lungo tempo – spiega il primo cittadino – adesso si pensa di portare qui le scorie nucleari ma noi non abbiamo alcuna intenzione di concedere nulla e insieme con la Regione e con i sindaci degli altri paesi ci siamo opposti e ci opporremo con tutte le forze. Non è questo il futuro della nostra costa”.

Negli ultimi anni infatti la costa che lambisce il polo petrolchimico, dopo 60 anni di fumi e industria, sta cercando di riprendersi il territorio con uno sviluppo che ha portato alla nascita di diversi villaggi turistici e a un incremento dei turisti che alternano il borgo al mare: “La cosa più incredibile – continua Balbo – è che siamo venuti a conoscenza di questa storia dalla stampa e nessuno ci ha avvertito prima delle intenzioni. Non è questo il futuro per la provincia di Caltanissetta e per Butera. Nel nostro territorio, mentre noi pensiamo al turismo, si pensa a provocare ancora danni. Nel luogo preselezionato oggi ci sono alcune delle migliori cantine della Sicilia e dell’Italia, si coltiva uva di qualità, pesche, olive. Chi ha fatto questa scelta sicuramente non è mai stato a Butera, noi ci opporremo con tutti i mezzi a questa scelta scellerata”.

Il primo cittadino, pediatra che ha lavorato a Gela, non concede alcuno spiraglio a dubbi nella sua decisione: “A Gela ho visto per anni bambini con malformazioni di ogni tipo con i miei occhi e non voglio pensare ad ulteriori danni per il territorio”. Il sito oltretutto è stato inserito nella categoria D per le sue problematiche legate anche alla subsidenza e all’impatto che avrebbe sul territorio. “Alla fine non verrà scelto perché tutti si stanno opponendo – spiega il geologo La Rosa – ma questa è la prova che quando si pensa al punto in cui creare discariche, si pensa al centro della Sicilia. La stessa Regione che si sta battendo per interessi elettorali nella difesa contro le scorie nucleari, ha scelto comunque la provincia di Caltanissetta per interrare l’amianto, le ex miniere e le cave abbandonate del nisseno che già danni hanno causato e continuano a causare sono state selezionate per diventare delle discariche”.

Il rischio nuove malformazioni e nuovi casi di tumori in un territorio che deve fare i conti con le attività industriali dismesse dopo aver sfruttato la zona è ancora presente e la provincia di Caltanissetta, ai vertici per emigrazione all’estero o al Nord dell’Italia, si ribella, cercando di salvare l’agricoltura e il turismo, le unici direzioni che rappresentano il futuro per le popolazioni della zona che hanno scelto di voltare le spalle a fabbriche e raffinerie, per un futuro che vuole essere più sereno.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / “Falcone star di TikTok”: i video sul magistrato antimafia ricevono oltre 140mila visualizzazioni sul social dei 20enni
Cronaca / È uscito il nuovo numero del settimanale di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / Covid, 30.310 casi e 108 morti nell'ultimo giorno: tasso di positività al 12,2%
Ti potrebbe interessare
Cronaca / “Falcone star di TikTok”: i video sul magistrato antimafia ricevono oltre 140mila visualizzazioni sul social dei 20enni
Cronaca / È uscito il nuovo numero del settimanale di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / Covid, 30.310 casi e 108 morti nell'ultimo giorno: tasso di positività al 12,2%
Cronaca / Bambino morto all’asilo, la proprietaria dell’auto: “Sono sicura di aver inserito la marcia, il freno a mano non ricordo”
Cronaca / Identificato allo Spallanzani di Roma il primo caso in Italia di vaiolo delle scimmie
Cronaca / I buchi nelle indagini sulla strage di Capaci: quelle tracce mai seguite
Cronaca / Rimorchiatore affonda al largo di Bari, 5 morti: “Capitano trovato vivo su una zattera”
Cronaca / Il pm Tescaroli a TPI: “Sulla strage di Capaci presunti interessi esterni a Cosa nostra”
Cronaca / Falcone e quelle indagini naufragate su Mattarella e Gladio
Cronaca / ESCLUSIVO TPI: Falcone spiato da apparati dello Stato durante l’interrogatorio (finora ignoto) a Licio Gelli