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Sciopero benzinai 6 e 7 novembre 2019: stop di 48 ore

Tutte le informazioni sullo stop nazionale proclamato dalle organizzazioni di categoria: dagli orari alle motivazioni sino alle città coinvolte

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 5 Nov. 2019 alle 13:00
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Immagine di copertina

Sciopero benzinai 6 e 7 novembre 2019: stop di 48 ore

Il 6 e il 7 novembre 2019 è previsto uno sciopero dei benzinai: lo stop, della durata di 48 ore, interesserà tutte le pompe di benzina nazionali, presenti sia nelle città che nelle autostrade.

Il 6 e il 7 novembre 2019 è previsto uno sciopero dei benzinai

La protesta è stata proclamata da Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio.

Sciopero benzinai 6 e 7 novembre 2019: gli orari della protesta

Lo sciopero dei benzinai avrà inizio il 6 novembre 2019 alle 6,00 e terminerà alle 6,00 dell’8 novembre. Come detto, la protesta interesserà tutti i distributori nazionali anche se non è chiaro se i self service rimarranno in funzione fino a esaurimento scorte oppure se rimarranno chiuse anche le pompe fai da te.

Benzinai in sciopero il 6 e 7 novembre: le città coinvolte

Lo sciopero sarà nazionale e riguarderà tutti i distributori del territorio, sia quelli dislocati in città e in provincia, sia quelli presenti sulla rete autostradale. Si preannunciano, dunque, diversi disagi per gli automobilisti.

Le motivazioni sindacali dello sciopero in programma il 6 e il 7 novembre 2019

Attraverso un lungo e dettagliato comunicato, le sigle sindacali hanno spiegato le motivazioni che hanno portato allo sciopero dei benzinai del 6 e 7 novembre 2019.

Queste le parole dei sindacati: “Le Organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno proclamato uno sciopero nazionale dei Gestori degli impianti stradali ed autostradali di distribuzione carburanti dalle ore 06.00 del giorno 6 alle ore 06.00 del giorno 8 Novembre”.

“La protesta è rivolta innanzitutto nei confronti del Governo che sta gravando – con adempimenti inutili e cervellotici – un’intera Categoria con provvedimenti che vanno: dalla fatturazione elettronica, ai Registratori di cassa Telematici (anche per fatturati di 2 mila €/anno); dalla rimodulazione dell’Indice Sintetico di Affidabilità fiscale (ISA) irraggiungibile per i Gestori, all’introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera in formato elettronico; dall’invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i Gestori che non ricevono – in tempo – da Fornitori e Agenzia delle Entrate i documenti necessari per la loro contabilità”.

“Tutti provvedimenti che duplicano gli esistenti e che non hanno alcuna valenza sulla lotta all’illegalità o alla infedeltà fiscale: in sostanza si trasformano i Gestori in “controllori” dell’intera filiera con responsabilità (anche penali) che non sono connesse con la loro attività”.

“Il Governo si accinge a varare una miriade di provvedimenti senza aver ascoltato la Categoria che, come al solito ha dato la sua disponibilità – oggi ribadita – a lavorare su provvedimenti oggettivi, assunti nell’interesse della collettività e non CONTRO i Gestori”.

“La politica rinvia all’Agenzia delle Entrate (e delle Dogane); queste ultime rinviano alla Politica con un rimpallo di responsabilità costruito per dilatare i tempi ed impedire che siano introdotti correttivi ragionevoli”.

Sciopero benzinai 6 e 7 novembre 2019: protesta anche contro i distributori low cost

“La protesta è inoltre rivolta nei confronti tanto delle compagnie petrolifere quanto di quella miriade di soggetti – molti dei quali operatori border line – diventati titolari di impianti – che fanno strame dei contratti e delle Leggi nel più assoluto silenzio della Pubblica Amministrazione che assiste allo scempio nel più colpevole dei silenzi che realizzano quell’abuso di dipendenza economica cui il Gestore è costretto per non soccombere”.

“A tutto questo si somma il rifiuto a rinnovare gli accordi economici ampiamente scaduti negando persino il riconoscimento dei maggiori costi di gestione scaricati in capo ai gestori. Nel caso di Autostrade anche modificando a piacimento i contenuti del Decreto Interministeriale dell’Agosto 2015 e delle modalità di Affidamento, per far spazio ad interessi di parte”.

“Infine i Gestori – che hanno apprezzato il lavoro che la X Commissione della Camera sta svolgendo – spingono per avere una riforma del settore che sappia cogliere il nuovo ma che, nel contempo, sappia tutelare i diritti di una Categoria che non possono essere sacrificati sull’altare degli interessi di una sola parte: quella più forte che continua ad ignorare che in Italia vigono le regole dello Stato di Diritto. Uno Stato Diritto che in assenza di provvedimenti sanzionatori che colpiscano gli inadempienti è destinato, miseramente ad arrendersi. Il discrimine è salvaguardare la parte onesta di questo mercato (settore) contro la parte disonesta ed inadempiente: chi rispetta le Leggi ha diritto ad esserci, chi le viola sistematicamente deve essere espulso”.

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