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Saman Abbas, estradato il cugino arrestato in Francia: è tra i principali indagati per l’omicidio

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Saman Abbas, estradato il cugino arrestato in Francia, tra i principali indagati dell’omicidio

Ikram Ijaz, il cugino della 18enne pakistana scomparsa ad aprile scorso Saman Abbas, è stato estradato stamattina alla frontiera di Ventimiglia e condotto al carcere di Reggio Emilia. Contro l’uomo, indagato per omicidio e occultamento del cadavere, sono stati raccolti elementi sufficienti a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Assieme a un altro cugino, ai genitori e allo zio della giovane donna, Ijaz avrebbe preso parte alla sua uccisione per poi far sparire il corpo e fuggire.

Secondo le indagini della procura Saman è stata uccisa perché si era opposta a un matrimonio combinato, ma il suo corpo non è ancora stato ritrovato: i carabinieri stanno cercando in una zona intorno alle serre nella campagna di Novellara. La giovane donna viveva con i genitori in una cascina attaccata all’azienda agricola nella Bassa reggiana, dove il padre lavorava da 15 anni come custode.

IIjaz è tra i protagonisti del video ripreso dalle telecamere di sorveglianza nei pressi dell’abitazione, uno dei primi elementi acquisiti dagli inquirenti per avvalorare l’ipotesi dell’omicidio, che risale al 29 aprile scorso e mostra i due cugini e lo zio allontanarsi nei campi con due pale, un secchio contenente un sacchetto azzurro e un piede di porco, per poi fare ritorno due ore dopo. Un altro filmato delle telecamere di sorveglianza riporta, il giorno successivo, l’ultimo avvistamento di Saman in compagnia dei genitori Shabbar, 46 anni e Nazia Shaheen, 47 anni, indagati anch’essi e ora ricercati dopo il rientro improvviso e senza preavviso (neppure al datore di lavoro di lui) in patria.

Padre e madre, stando alle ricostruzioni investigative ipotizzate, avrebbero condotto Saman dallo zio in campagna proprio il 30 aprile. E qui i carabinieri sono convinti che sia stata uccisa. L’esecutore materiale sarebbe lo zio Danish Hasnain, 33 anni, accusato dalla Procura di averla ammazzata.“Ci penso io”, avrebbe detto al padre. Dopo la scomparsa della figlia l’uomo si sarebbe sentito male e avrebbe iniziato a piangere, ha raccontato il figlio piccolo. Eppure sarebbe stato lui ad affidarsi al fratello per “punire” la figlia che si era ribellata all’unione combinata.

 

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