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Salvini annuncia l’arrivo di 150 migranti via corridoi umanitari. Il gelido commento della ministra Trenta

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Matteo Salvini ed Elisabetta Trenta, ministri rispettivamente dell'Interno e della Difesa

Il vicepremier leghista Matteo Salvini ha annunciato l’arrivo in Italia di 150 migranti dalla Libia attraverso il canale dei corridoi umanitari. La notizia è stata commentata con soddisfazione dalla collega di governo Elisabetta Trenta, ministra della Difesa, che ha sottolineato come Salvini “abbia cambiato idea”.

“Giorni fa avevo ricevuto attacchi solo per aver detto, ribadendo semplicemente un principio del diritto internazionale, che chi fugge da una guerra può richiedere lo status di rifugiato”, ha osservato Trenta.

“Solo per questo sono stata insultata senza precedenti e mi auguro che il ministro Salvini riconosca ora l’importanza delle mie parole”, prosegue la ministra. “Bene il collega Salvini sul corridoio umanitario dalla Libia organizzato dal governo, con la partecipazione anche della Difesa. Bene che si sia dunque ricreduto e che abbia cambiato idea”.

Corridoi umanitari: cosa sono e come funzionano

I corridoi umanitari che permetteranno l’arrivo dei migranti dalla Libia sono stati organizzati dal Ministero dell’Interno: “È così che si arriva in Italia, non con barchini o barconi o trafficanti di esseri umani”, ha sottolineato Salvini a margine di un incontro in prefettura a Milano.

Questa, secondo il leader della Lega, “è la riprova che le porte dell’Italia sono spalancate per donne, bambini, ragazzi che scappano davvero dalla guerra e che vengono accolti con tutti i crismi”.

Nei giorni scorsi sul tema dei migranti provenienti dalla Libia era intervenuto anche Papa Francesco, che aveva lanciato un appello proprio per l’attivazione dei corridoi umanitari: “La situazione nei centri di detenzione è resa ancora più pericolosa dal conflitto in corso. Faccio appello perché specialmente le donne, i bambini e i malati possano essere al più presto evacuati attraverso corridoi umanitari”, aveva detto il Pontefice.

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Dalla guerra in Siria all’Italia grazie ai Corridoi umanitari: “Così abbiamo potuto ricominciare”

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