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L’agenzia di pompe funebri Taffo prende in giro Salvini: “È vero che lei è spacciato?”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 22 Gen. 2020 alle 12:47 Aggiornato il 22 Gen. 2020 alle 16:18
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Immagine di copertina

Lo sfottò dell’agenzia funebre Taffo a Salvini

“È vero che lei è spacciato?”, recita la locandina pubblicata su Facebook oggi, 22 gennaio, da Taffo Funeral Services. L’agenzia funebre commenta a suo modo il gesto dell’ex ministro dell’Interno che ieri sera si è presentato sotto casa di un cittadino del quartiere periferico Pilastro di Bologna citofonando a una famiglia di origine tunisina di “presunti spacciatori” scortato dalla signora che ha fatto la “segnalazione” e da un gruppo di giornalisti.

“Lei spaccia?”. Salvini che citofona a casa di un tunisino è il vero punto di non ritorno (di Luca Telese)

Il leader della Lega citofona al presunto spacciatore e chiede di poter salire in casa. In diretta Facebook. Il gesto messo in atto da Matteo Salvini ha indignato il mondo della politica e non solo. Sul caso è intervenuto anche il deputato del parlamento tunisino Sami Ben Abdelaali: “Vergogna, chieda scusa a quella famiglia. Siamo sbalorditi, i rapporti internazionali fra Italia e Tunisia per fortuna vanno bel al di sopra degli incitamenti discriminatori del leader leghista”, ha dichiarato.

I giornalisti di Fanpage.it, invece, hanno intervistato il presunto spacciatore citofonato da Salvini. È un ragazzo di 17 anni. Minorenne. “Io non faccio queste cose, mio padre lavora. Sono minorenne, vado a scuola, faccio la vita normale di tutti gli studenti”, racconta.

Parla il presunto spacciatore a cui ha citofonato Salvini: “Non spaccio. Ho 17 anni e vado a scuola”

Anche l’impresa di pompe funebri Taffo, celebre sui social per le sue insolite iniziative di marketing al limite tra l’esilarante e il macabro, ha voluto commentare la vicenda.

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