Oggi i funerali di Caterina Glorioso, chi era la soldatessa che si è uccisa in metro a Roma

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 19 Dic. 2019 alle 09:49 Aggiornato il 30 Gen. 2020 alle 17:01
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Soldatessa suicida a Roma: oggi i funerali di Caterina Glorioso

Si terranno oggi a Bellona (Caserta), giovedì 19 dicembre, i funerali di Caterina Glorioso, la soldatessa di 30 anni che martedì 17 si è tolta la vita in un bagno della metro Flaminio a Roma.

Alle 13,30 giungerà al Largo Santella di Bellona e proseguirà per la Chiesa Madre dove verrà celebrata la funzione religiosa.

In una lettera di 15 pagine ritrovata dai carabinieri in un cassetto nel suo alloggio alla Cecchignola la ragazza spiega le ragioni del suicidio e scrive le scuse a papà Giuseppe, operaio alla Tower di Pignataro, alla mamma Marilena e ai fratelli minori Antimo e Serena.

Motivi personali, “sentimentali” secondo quanto ipotizzato da qualcuno. Secondo quanto reso noto da Il Mattino, la soldatessa aveva messo fine alla sua storica storia d’amore con un ragazzo da circa sei mesi. Ma come spesso accade in questi casi, riuscire a individuare i motivi alla base del gesto sarebbe prematuro e semplicistico.

La Procura intanto ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio a carico di ignoti. Intanto si attende l’autopsia sul corpo della giovane soldatessa. E’ grande il dramma della sua famiglia, che ora si è chiusa nell’immenso dolore. “Una ragazza tranquillissima, serena, solare”, l’ha descritta la cugina Alessandra a Il Mattino.

Caterina, 30 anni, era originaria di Vitulazio, in provincia di Caserta, e si era arruolata cinque anni fa come volontaria nell’Esercito in ferma prefissata. Tra qualche giorno avrebbe dovuto lasciare Roma per unirsi ad altri commilitoni nell’operazione Strade sicure, ma ha deciso di compiere questo gesto estremo.

Secondo i suoi colleghi, che la descrivono come una ragazza “introversa”, Caterina non avrebbe mai “dato segnali” di voler compiere un gesto simile. Si è trattato di un vero e proprio “fulmine a ciel sereno”.

I genitori, che lavorano in fabbrica e che hanno cresciuto i loro figli con amore, sono straziati dal dolore e non si capacitano di quanto accaduto.

Nel frattempo, con la morte di Caterina, continua ad aumentare il numero di suicidi tra i membri delle forze armate. Solo nel 2019 se ne contano 34. “Ormai nelle caserme mancano quelle valvole di decompressione che una volta aiutavano a mitigare e dimenticare anche i problemi all’esterno l’empatia spesso declarata non viene sempre applicata”, ha spiegato Carlo Chiariglioni, presidente di Assomilitari.

“La storia di Caterina è molto triste. Nelle caserme non c’è un appoggio psicologico, invece servirebbe vista la natura usurante e alienante di alcune mansioni molto dure nel lavoro di sorveglianza per esempio”, spiega ai microfoni di TPI il Vicequestore Filippo Bertolami – Dirigente del sindacato PNFD – Polizia nuova forza democratica. (Leggi l’intervista completa).

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