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Ricoverato da due mesi per Covid, il suo cane lo aspetta davanti alla porta di casa

Di Antonio Scali
Pubblicato il 2 Feb. 2021 alle 17:30
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Immagine di copertina

È proprio vero che il cane è il miglior amico dell’uomo. Marco Maiolani è lontano da casa da oltre due mesi, perché da novembre è ricoverato a causa del Covid. Da quel giorno il suo Billy, un meticcio simile a un border collie che possiede da due anni, si piazza ogni mattina davanti alla porta di casa del suo padrone, a Dorno, nel pavese, aspettando che torni. L’uomo vive da solo con il suo fidato cane. In questi mesi, a prendersi cura di Billy sono i nipoti di Maiolani, che gli danno da mangiare e ogni sera, non senza fatica, lo convincono a rientrare in casa. Per il resto, spostarlo dall’ingresso è praticamente impossibile.

Ogni mattino, infatti, Billy si rimette su un tappetino aspettando fiducioso il ritorno del suo padrone. Ogni tanto si affaccia sporgendo il musetto fuori dalle grate del cancello, sperando prima o poi di veder sbucare Marco. “Mi hanno detto che porta fuori le sue coperte e i cuscini e aspetta. Solo alla sera i miei nipoti riescono a convincerlo a rientrare in casa – continua Maiolani – . Lì dorme accoccolato su una mia maglietta. Evidentemente avverte il mio odore e si tranquillizza. Non eravamo mai stati separati tanto a lungo e i miei nipoti mi dicono che piange, mi cerca ovunque, ulula persino. Io non gliel’avevo mai sentito fare”. L’uomo ha deciso di rendere pubblica la vicenda con un post su Facebook perché “spero serva da lezione a tutti quelli che disprezzano e maltrattano gli animali”.

Una storia, raccontata dalla Provincia pavese, che è presto diventata virale. “Mi manca molto. È una compagnia impagabile e insostituibile. Fu lui a scegliere me – racconta – Mi venne subito incontro come se ci fossimo sempre conosciuti”, spiega il suo padrone che, dopo aver trascorso un lungo periodo al San Matteo, anche in terapia intensiva, ora è stato trasferito all’istituto Maugeri per la riabilitazione. “Dovremmo imparare dai cani, loro ti danno tutto, non agiscono per il loro tornaconto”, aggiunge Maiolani, che ha 55 anni, ed è un volontario della Protezione civile. “Ancora un po’ di pazienza – dice – e poi tornerò alla normalità. Non vedo l’ora di poter accarezzare il mio Billy”. Di certo Billy non attende altro che questo.

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