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Riace, il sindaco leghista Trifoli dichiarato ineleggibile

Il primo cittadino che ha succeduto Mimmo Lucano era già dipendente del Comune al momento delle elezioni

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 25 Set. 2019 alle 09:02
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Immagine di copertina
Tonino Trifoli Credit: Ansa foto

Riace, il sindaco leghista Trifoli è stato dichiarato ineleggibile

Il sindaco di Riace Tonino Trifoli era ineleggibile in quanto dipendente del Comune nel momento in cui si è candidato. A scriverlo è il ministero dell’Interno in una nota inviata alla Prefettura di Reggio Calabria il 13 settembre 2019.

A pochi giorni dall’udienza sull’ineleggibilità del sindaco arriva il parere del ministero “sulla sussistenza della causa ostativa all’espletamento del mandato da sindaco”.

Trifoli già assunto dal Comune

Ex Lsu-Lpu poi assorbito dal Comune di Riace, prima di essere eletto alla guida di una coalizione sostenuta anche dalla Lega, Trifoli era un dipendente a tempo determinato quando ha presentato una richiesta di aspettativa non retribuita per motivi elettorali. Aspettativa però che non poteva essere concessa dall’amministrazione comunale perché Trifoli non era un dipendente a tempo pieno.

“Posto che il signor Antonio Trifoli – scrive il ministero – è un ex lavoratore di pubblica utilità che, a far data dal primo gennaio 2015, è stato contrattualizzato (dal Comune di Riace) con fondi a totale carico della Regione Calabria, nel caso di specie viene in considerazione la situazione di ex lavoratori socialmente utili o di pubblica utilità stabilizzati a termine e, quindi, titolari di un rapporto a tempo determinato con il Comune”.

Ineleggibilità del sindaco di Riace, il parere del trubunale

Per il ministero dell’Interno Trifoli non poteva dunque essere eletto sindaco se non dopo essersi licenziato dal Comune di Riace. Il parere è stato trasmesso nei giorni scorsi allo stesso Comune “per le conseguenti valutazioni da parte dell’organo consiliare”.

Il parere è stato notificato sia al segretario che al presidente del Consiglio comunale ai quali il ministero ricorda anche le osservazioni della Cassazione sul tema: “Ciò che conta, al fine della sussistenza della causa di ineleggibilità, è la presenza delle condizioni tipiche del rapporto di impiego subordinato, cosi come declinate dalla giurisprudenza amministrativa ed ordinaria formatasi in materia, quali la sottoposizione ad ordini e direttive e l’inserimento del lavoratore nella struttura dell’ente”.

Adesso Trifoli rischia di andare a casa dopo l’udienza del primo ottobre quando il Tribunale di Locri leggerà il parere del ministero dell’Interno.

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