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Contagi: possibile zona rossa dopo Pasqua. Ma si lavora per riaprire le scuole

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Contagi: possibile zona rossa dopo Pasqua. Ma si lavora per riaprire le scuole

Se ci si era arresi a trascorrere Pasqua e Pasquetta in lockdown, ora lo spettro di una possibile proroga della zona rossa anche dopo i giorni festivi si fa reale. Contestualmente però si pensa a una riapertura almeno parziale della scuola.

Mentre alcune regioni tra cui Lombardia e Lazio sperano in una parentesi di qualche giorno in zona arancione prima della nuova chiusura di Pasqua, tra i dossier caldi sul tavolo di Mario Draghi si fa largo quello delle prossime misure anti Coronavirus da assumere: il decreto in vigore scadrà subito dopo le vacanze pasquali, il 6 aprile. Il presidente del Consiglio appare preoccupato dal contesto europeo, e da un bollettino che fa registrare nelle ultime 24 ore ancora tantissime vittime, 551. Ecco perché, assieme al ministro della Salute e ai vertici del Comitato tecnico scientifico Brusaferro e Locatelli, l’ex governatore della Bce passa in rassegna l’evoluzione dei contagi nelle varie aree del Paese, l’andamento delle terapie intensive soffermandosi laddove si è superato il livello di guardia.

La settimana prossima si terrà una cabina di regia con le forze di maggioranza per stringere, decidere il da farsi, adottare misure a tempo debito. Sull’altro fronte resta a scuola. Lo stesso Draghi aveva promesso che “la scuola sarà la prima a riaprire non appena le condizioni lo permetteranno”. Posizione confermata dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, durante l’incontro in videoconferenza con Comuni e Province: “Lavoriamo giorno e notte per poter riaprire a partire dai più piccoli che devono essere i primi a poter tornare in classe”.

Si pensa a un ritorno sui banchi in zona rossa almeno per i più piccoli – scuola dell’infanzia e primaria – superando il giro di vite deciso lo scorso 2 marzo, indigesto a molte famiglie. Ma è ancora prematuro parlarne, benché ci sia un fronte ampio, in maggioranza, che chiede a gran voce di riaprire i cancelli. Ed è proprio sulla scuola che si preannuncia un nuovo fronte caldo nel governo, con gli ‘aperturisti’ che guardano alla Francia -in lockdown ma con le scuole aperte- e i ‘rigoristi’ che tirano in ballo la Germania, che alla crescita dei contagi e dei morti ha sacrificato anche le aule scolastiche. Il monitoraggio dei numeri e della situazione sarà serratissimo, spiegano fonti di governo, e guiderà le scelte che Draghi e i ministri saranno chiamati ad assumere nei prossimi giorni.

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