Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:08
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

L’incubo di Raoul Bova: 40 messaggi in due giorni per non pubblicare le chat con Martina Ceretti

Immagine di copertina

Tra l'11 e il 12 luglio l'attore è stato inondato di messaggi per evitare, dietro pagamento, la pubblicazione dei suoi scambi con la modella

Quaranta messaggi in due giorni: così Raoul Bova è stato perseguitato per convincerlo a pagare ed evitare, così, la pubblicazione delle sue chat con Martina Ceretti, sua presunta amante. Lo rivela La Repubblica che ricostruisce la vicenda della tentata estorsione ai danni dell’attore. “È un reato quello che stai facendo. Io non cedo” risponde l’interprete al misterioso interlocutore anonimo, che utilizza un numero spagnolo. Il materiale, poi, come è noto finisce nella mani di Fabrizio Corona, che lo rende noto nel corso del suo programma web, Falsissimo. Al momento nessuno è indagato, ma la polizia postale ha sequestrato i cellulari di Federico Monzino, pr milanese amico di Martina Ceretti, della stessa modella e di Fabrizio Corona.

Le indagini si stanno concentrando proprio sull’influencer per capire se abbia avuto un ruolo nella tentata estorsione. “Non ho mai avuto a che fare con queste persone e mi dissocio da tutto ciò. Mi ha descritto come una ragazza che non sono, è facile giudicare dalla copertina” ha dichiarato la modella che poi ha aggiunto di aver condiviso con Monzino i file audio “in buona fede e senza secondi fini”. Il pr, invece, sostiene di aver passato il materiale a Fabrizio Corona per aiutare l’amica a “diventare famosa“. L’ex paparazzo, anche lui ascoltato come persone informata sui fatti, ha spiegato che i file gli “sono stati consegnati volontariamente da Federico Monzino e Martina Ceretti, inviati direttamente sul mio cellulare dal loro computer. Non c’è stata alcuna acquisizione fraudolenta del materiale che, a suo dire, serviva “a far diventare famosa Martina, solo che poi hanno contattato Bova per chiedergli soldi in cambio della mancata pubblicazione, all’interno di Falsissimo. Il tutto avvenuto totalmente a nostra insaputa”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Modena, auto falcia pedoni: ci sono feriti gravi. Fermato il conducente
Cronaca / L’immagine miracolosa della Madonna Addolorata sarà accolta nel santuario di San Salvatore in Lauro a Roma
Cronaca / Trenitalia: la Coppa Italia Frecciarossa arriva a Roma in treno
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Modena, auto falcia pedoni: ci sono feriti gravi. Fermato il conducente
Cronaca / L’immagine miracolosa della Madonna Addolorata sarà accolta nel santuario di San Salvatore in Lauro a Roma
Cronaca / Trenitalia: la Coppa Italia Frecciarossa arriva a Roma in treno
Cronaca / La Corte di giustizia UE ha dato torto a Meta: sì all’equo compenso per i giornali
Cronaca / Festival di Nidi Fioriti, eventi in quattro città per mettere al centro l’infanzia e la genitorialità
Cronaca / Quei detenuti condannati alla tossicodipendenza
Cronaca / Gruppo Fs al Festival Internazionale Kids: viaggio immersivo tra binari e giovani lettori
Cronaca / Marco Poggi accusa i carabinieri di volerlo manipolare: "Mi state influenzando"
Cronaca / La procura di Pavia chiude le indagini sul delitto di Garlasco: “Chiara Poggi uccisa da Andrea Sempio”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale