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“Io censurato da Marzullo per la t-shirt pro-migranti”: la denuncia del professore della Sapienza

Immagine di copertina
Pino Schirripa; Gigi Mrzullo

Un professore è stato censurato da Marzullo per la maglia di una ong.

“Una censura non degna di un Paese civile”. Così il professor Pino Schirripa, docente di Antropologia alla Sapienza, ha definito la sua esperienza a Cinematografo, la trasmissione Rai condotta da Gigi Marzullo, da cui è stato cacciato perché indossava la maglietta di una ong.

È successo nella mattinata di giovedì 27 giugno, quando il professor Schirripa è arrivato negli studi Rai di via Teulada indossando una t-shirt della ong Mediterranea, impegnata nel salvataggio dei migranti in mare nel Mediterraneo. Sulla maglia c’era scritto: “Mediterranea saving humans”.

In un’intervista rilasciata a Repubblica, il professor Schirripa racconta quanto avvenuto pochi minuti prima dell’inizio della registrazione del programma di Marzullo in cui gli esperti commentano i film in sala.

“Al momento di entrare in studio, già con il microfono addosso, prima alcuni addetti dello staff poi lo stesso Marzullo mi hanno chiesto di togliere la maglietta. Mi hanno detto che in Rai non si possono esibire loghi commerciali. Ho risposto che il marchio era semplicemente umanitario: insomma, non ero lì a vendere prodotti”, racconta il docente de La Sapienza di Roma.

Marzullo a quel punto ha risposto che il professore non avrebbe partecipato alla trasmissione se non avesse tolto la maglietta della ong, “ho risposto che non avrei accettato censure. Così, sono stato accompagnato fuori. Con la solidarietà di tanti tecnici della Rai che sono venuti a stringermi la mano”.

Il docente di antropologia sa bene che la sua era una provocazione: “L’ho fatto apposta. Volevo capire  se oggi è ancora possibile far passare messaggi di umanità, specie quando abbiamo negli occhi le immagini della Sea Watch“, spiega.

“Salvare le vite umane è un concetto semplice, che non può essere messo in discussione. E invece è diventato quasi un argomento pericoloso da affrontare”, continua Schirripa. “Insomma, ci rendiamo conto che stiamo discutendo del fatto se sia corretto o meno esprimere il proprio pensiero”, sottolinea il professore.

Schirripa lavora sul tema dei flussi migratori e ha in corso una ricerca sugli immigrati di seconda generazione: “Ho sensibilità anche professionale verso questi argomenti. Detto ciò, non credo di essere un pericoloso estremista”.

Dall’episodio di “censura” del professore di antropologia viene fuori con forza un messaggio, che spiega lo stesso Schirripa: “L’umanità, evidentemente, non ha diritto di cittadinanza in televisione. Mi chiedo perché un politico può andare davanti alle telecamere esibendo la scritta “ruspe sui rom” sulla felpa e io non posso indossare la maglietta di Mediterranea. Il sovversivo sono io? È proprio uno strano paese, il nostro”.

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