Processo Cucchi bis: la parola alla difesa. Chiesta l’assoluzione per il teste chiave Francesco Tedesco

Il dibattimento, che vede imputati 5 carabinieri, dovrebbe concludersi il prossimo 14 novembre con l'attesa sentenza

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 29 Ott. 2019 alle 13:50 Aggiornato il 29 Ott. 2019 alle 14:40
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Processo Cucchi Bis, parola alla difesa: chiesta assoluzione per Tedesco

Nuova udienza del processo Cucchi bis, che vede 5 carabinieri imputati per la morte di Stefano: oggi, nell’aula bunker di Rebibbia, la parola è andata alla difesa con il legale di Francesco Tedesco, teste chiave nel processo, che ha chiesto l’assoluzione per il suo assistito “per non aver commesso il fatto” per quanto riguarda l’accusa di omicidio preterintenzionale.

L’avvocato Eugenio Pini ha sottolineato la “carenza di adesione assoluta al reato” da parte di Tedesco (qui il suo profilo), ricordando che il carabiniere ha tentato di fermare prima verbalmente e poi fisicamente il pestaggio di Stefano Cucchi, soccorrendolo e poi tentando di denunciare quanto accaduto nella sala del fotosegnalamento della caserma Casilina di Roma.

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“Il percorso di Tedesco deve essere visto in maniera unitaria”, ha sottolineato l’avvocato. “È un percorso iniziato con un’aspettativa di legalità e finito con il suo racconto di ciò che è accaduto”. Si tratta, secondo il legale, di una “prova di resilienza” da parte di Tedesco, analoga a “quella data dai genitori di Cucchi”. “Perderà la divisa, ha diritto alla verità”, ha concluso Pini, che in udienza ha ripercorso le pressioni a cui fu sottoposto Tedesco da parte dei colleghi e dei superiori, a causa del suo tentativo di denunciare la verità sul caso Cucchi.

Per l’accusa di falso, sempre nei confronti di Tedesco, è stata chiesta l’assoluzione “perché il fatto non sussiste, mancando l’elemento materiale, o comunque perché il fatto non costituisce reato, in mancanza dell’elemento soggettivo del dolo generico”. L’accusa di calunnia invece è prescritta.

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Lo scorso 3 ottobre, sempre nell’aula bunker di Rebibbia, si era svolta la requisitoria del pm Giovanni Musarò, che aveva chiesto 18 anni di reclusione per i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro.

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Il pubblico ministero, inoltre, aveva chiesto l’assoluzione per l’altro carabiniere, Francesco Tedesco per l’accusa di omicidio preterintenzionale, ma la condanna a tre anni e mezzo per il reato di falso.

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Anche oggi, in aula erano presenti anche Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, e i genitori del giovane morto dieci anni fa.

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La sentenza conclusiva del processo Cucchi bis è prevista per il prossimo 14 novembre.

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