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Galli smentito dal suo ospedale: “Non abbiamo reparti invasi da varianti Covid”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 18 Feb. 2021 alle 10:32
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“Io mi ritrovo ad avere il reparto invaso da nuove varianti, e questo riguarda tutta quanta l’Italia e fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri”, lo affermava il professor Massimo Galli, primario di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano in diverse interviste rilasciate lo scorso 16 febbraio. Parole che però hanno trovato piena smentita in una nota dell’ASST Fatebenefratelli Sacco: “Tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all’interno del Presidio”. L’ospedale commenta alcune notizie apparse sulla stampa riguardanti ‘reparti pieni di varianti’ riferite al reparto di degenza di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco”. “È stato Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dello stesso ospedale, a dire che dei 20 letti che seguo direttamente almeno uno su tre ormai è occupato da contagiati da una variante”.

“Attualmente – precisa la nota dell’ospedale – le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall’ISS o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale”. La nota aggiunge anche che finora “presso il Laboratorio di questa ASST è stata identificata esclusivamente la variante UK (cosiddetta “variante inglese”) e che, al momento, nessun sequenziamento ha evidenziato la variante brasiliana o sudafricana”.

E ancora: “Attualmente le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del ministero della Salute e dall’Iss o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale”. Nel dettaglio l’ospedale spiega che nel periodo dal 23 dicembre 2020 al 4 febbraio 2021 sono stati ricoverati in tutto 314 pazienti positivi al Covid. I campioni raccolti poi hanno confermato “la presenza di 6 pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a sequenziamento”.

Intanto però in Lombardia le varianti Covid restano sorvegliate speciali: sono 578 i casi di varianti Covid registrati fino a ieri 16 febbraio e “non c’è una situazione di pressione dal punto di vista ospedaliero.

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