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Orsa Jj4, nuova ordinanza di Fugatti per abbattere l’animale che uccise Andrea Papi

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Orsa Jj4, nuova ordinanza di Fugatti per abbattere l’animale che uccise Andrea Papi

Una nuova ordinanza per abbattere l’orsa Jj44. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha firmato ancora una volta il provvedimento per far sopprimere l’animale che che ha aggredito e ucciso il 26enne Andrea Papi in valle del Sole.

La prima ordinanza di abbattimento era stata sospesa dal Tar due settimane fa, dopo il ricorso degli  animalisti. Si era già trattato della seconda sospensione di un’ordinanza simile nei confronti della stessa orsa, di cui Fugatti aveva già ordinato l’abbattimento a giugno 2020, dopo l’aggressione di due escursionisti sul monte Peller. All’orsa fu fatto indossare un collare per tracciarne gli spostamenti, dispositivo che non le è stato però sostituito dopo che si sono scaricate le batterie.

Le associazioni animaliste hanno annunciato nuovamente battaglia contro il provvedimento. La Lav ha inoltre annunciato che presenterà a procura e carabinieri una diffida all’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apps) contro l’esecuzione dell’animale che, secondo l’organizzazione, andrebbe a configurare il reato di uccisione “senza necessità” di un animale.

L’ordinanza prevede che la soppressione di Jj4 sarà “sospesa fino all’11 maggio 2023” quando il Tar di Trento prenderà la decisione finale sulla sorte dell’animale. Il documento chiede che la soppressione dell’animale “sia eseguita al più presto pervenuti gli esiti dell’incidente cautelare di cui sopra”.  Nell’ordinanza si ritiene che “in via precauzionale per la salute e l’incolumità pubblica, sia ragionevole abbattere l’animale, anziché accettare anche il minimo rischio che lo

stesso possa nuovamente venire a contatto con una persona, anche nell’ambito di tutte le fasi operative finalizzate all’eventuale trasferimento dello stesso in altro luogo”. Non è possibile secondo l’amministrazione provinciale trasferire l’orsa, come chiesto dal Tar, “in altro sito esterno alla Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, anche estero, che inderogabilmente offra elevati standard per le esigenze di sicurezza e di incolumità per i suoi frequentatori, nonché per gli operatori e per chi dovesse procedere con le operazioni di trasferimento”.

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