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Naufragio di Cutro, il comandante della Guardia Costiera: “Mare forza 4, si poteva uscire”

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Naufragio di Cutro, il comandante della Guardia Costiera: “Mare forza 4, si poteva uscire”

A distanza di tre giorni dal tragico naufragio avvenuto a Steccato di Cutro, al palazzetto dello sport di Crotone, dopo sono ospitate le salme dei migranti arriva anche il comandante della Guardia Costiera Vittorio crotonese Aloi.

Il comandante, intervistato da Repubblica, ha ammesso che “si può uscire con mare forza 8” e che la notte in cui è stato avvistata la barca con a bordo i migranti, a pochi metri dalla spiaggia, “il mare era forza 4”.

Incalzato di giornalisti, Aloi ha spiegato che la guardia costiera è stata informata solo “quando il fatto era già successo” e addossa la responsabilità alla guardia di finanza: “Tocca alla Finanza intervenire per prima”. “Per le regole di ingaggio – spiega Aloi –  le operazioni le conduce la Finanza fin quando non diventa un evento Sar”.

Regole complicate, che che dipendono anche dal Viminale, precisa il comandante. Nel frattempo, la procura ha aperto un’indagine per capire esattamente cosa sia accaduto dal momento del primo avvistamento fio al naufragio, intorno alle 4 e 30 del mattino, che ha provocato la morte di 67 persone.

Aloi preferisce non dire nulla in merito: “Adesso c’è una intricata ricostruzione dei fatti da fare, della quale non mi posso permettere di anticipare le conclusioni. Stiamo rifacendo tutto il percorso e quando saremo pronti lo rassegneremo”, spiega a Repubblica.

Nonostante tutto, il comandante si sente “professionalmente a posto”. perché “crediamo di aver operato anche in questo caso secondo le regole di ingaggio”.

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