Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Addio a Mario Zanni, il mitico barista di “Certe notti” di Ligabue

Immagine di copertina

“Ci vediamo da Mario, prima o poi…”. Addio a Mario Zanni, il gestore del Bar Mario di San Martino in Rio, paese vicino a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, immortalato da Luciano Ligabue in due canzoni: “Bar Mario” del 1988, uno dei primi successi del cantautore emiliano, e “Certe notti” del 1995. Aveva 80 anni.

La camera ardente è stata allestita oggi, 11 luglio, alla Casa funeraria Rossi, in via don Borghi a San Martino in Rio, da dove oggi pomeriggio alle ore 15 partirà il corteo funebre per il funerale che sarà celebrato nella chiesa parrocchiale del paese; dopo il rito religioso il feretro sarà cremato.

Negli anni del grande successo della canzone di Ligabue il bar di Zanni era meta di tanti fan del rocker. Il fan club ufficiale del cantante, barMario, prende nome dal titolo di questo brano. E ancora oggi, nonostante il cambio di gestione, sono numerosi gli ammiratori del Liga che fanno tappa nel locale di via Forche. Agli inizi della carriera il cantautore di Correggio conosceva il “Bar Mario” perché era tappa fissa della sua band, gli Orazero, dopo le prove in una vicina ex stalla, a Lemizzone. Si faceva tardi tra gnocco fritto e bevande. E le storie di passaggio da quel bar erano diventate il tema della canzone “Bar Mario”: “Mario d un colpo di straccio al banco del bar… Mario sputa e tira fuori i conti del bar… Mario manda tutti a nanna e poi chiude il bar”.

La figura di Mario è finita anche nel primo film di Ligabue, “Radiofreccia” (1998): quel barista che faceva la squadra di calcio e filosofeggiava dal bancone, nella pellicola con il nome di Adolfo, aveva il volto e la voce di Francesco Guccini.

Leggi anche: Quel concerto vuoto di Ligabue a Bari 

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”