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Scampato alla tragedia di Casteldaccia, arrestato nel blitz antimafia sui buttafuori di Palermo

Luca Rughoo, due settimane dopo la morte di gran parte della sua famiglia nell'inondazione della villetta alle porte di Palermo, è stato intercettato mentre minacciava i titolari di un bar

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 17 Set. 2019 alle 17:45 Aggiornato il 17 Set. 2019 alle 17:54
Immagine di copertina
Luca Rughoo e la villetta di Casteldaccia inondata dal fiume Milicia a novembre scorso

Arrestato Luca Rughoo, scampato alla tragedia di Casteldaccia

Luca Rughoo era scampato alla morte il 4 novembre dello scorso anno nella tragedia di Casteldaccia, in provincia di Palermo, dove morirono nove persone per l’esondazione del fiume Milicia che allagò una villetta abusiva. Oggi Luca Rughoo è stato arrestato nel blitz antimafia di questa mattina, 17 settembre, a Palermo.

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Emanuele ‘Luca’ Rughoo per i magistrati della Direzione distrettuale antimafia è uno dei buttafuori che i clan imponevano ai locali notturni. Le manette per lui sono scattate nell’operazione Octopus dei carabinieri di Palermo con l’accusa di estorsione e le minacce con l’aggravante del metodo mafioso ai gestori del Cafè Verdone di Bagheria.

Quel terribile giorno di novembre a Casteldaccia, Luca Rughoo perse la moglie, Monia Giordano, il figlio più piccolo Francesco Rughoo, e la madre Nunzia Flamia. Lui e la figlia maggiore Manuela si salvarono soltanto perché al momento dell’inondazione della casa erano andati a comprare il gelato.

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Scampato alla tragedia, le intercettazioni lo incastrano

Il 18 novembre del 2018, esattamente due settimane dopo la tragedia, le intercettazioni ambientali del Cafè Verdone di Bagheria registravano Luca Rughoo nel locale che diceva ai titolari: “Siete fortunati ad essere nelle grazie di Gaspare. No che poi questa sera c’è il rischio che qualche madre deve piangere un figlio. Io me ne sto andando, di quello che succede dopo io non voglio sapere niente e non sono responsabile di quello che fanno gli altri”.

In totale gli arrestati a Palermo sono stati 11. Le indagini hanno fatto emergere gli interessi di Cosa nostra sul controllo e la gestione di locali notturni nel capoluogo e in provincia. L’organizzazione riusciva a controllare i servizi di sicurezza privata nel locali della movida imponendo gli addetti e le tariffe per ogni operatore impiegato.

Lo scorso 28 aprile Luca Rughoo si era candidato consigliere comunale nella lista Uniamo Bagheria collegata all’attuale sindaco Filippo Maria Tripoli. Nella consultazione aveva ottenuto 86 voti.