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Lombardia, gli assessori Gallera e Terzi replicano a Bussolati (Pd): “È male informato”

I due esponenti della Giunta lombarda rispondono alle critiche dell'esponente Dem in merito ai servizi dell'ospedale di Sesto San Giovanni (MI) e alla problematica riguardante il trasporto pubblico

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 26 Ott. 2020 alle 18:33
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Immagine di copertina
Da sinistra, gli assessori lombardi Giulio Gallera e Claudia Maria Terzi e il consigliere del Pd Pietro Bussolati (credit: Ansa/Regione Lombardia)

Lombardia, assessori Gallera e Terzi a Bussolati (Pd): “Male informato”

“Bussolati non è informato. O forse non ha ancora digerito la straordinaria utilità dell’ospedale in Fiera. Regione Lombardia, sui servizi e le prestazioni dell’Ospedale di Sesto San Giovanni, non ha assunto alcuna decisione sul Pronto soccorso e sul punto nascita”. Così l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera replica alle critiche del Consigliere regionale del Partito Democratico Pietro Bussolati, che aveva paventato la chiusura del pronto soccorso e del punto nascite di Sesto, al fine di spostare gli operatori nel Covid-hospital.

“La struttura della Fiera – aggiunge Gallera – permette di concentrare e accogliere i pazienti più gravi aumentando sicurezza ed efficacia della cura. Sarà gestito dagli ospedali HUB, ciascuno dei quali ‘adotta’ un modulo garantendo la presenza di personale qualificato in base al numero delle persone ricoverate. E’ naturale che gli Spoke supportino gli ospedali HUB in questo percorso, da un lato attivandosi per accogliere i pazienti meno gravi e dall’altro fornendo personale qualificato per la gestione delle terapie intensive. Ribadisco inoltre che non ci sono documenti della Giunta o della Direzione Generale Welfare che stabiliscano la chiusura del punto nascita o del Pronto soccorso dell’ospedale di Sesto San Giovanni”.

“Vorrei ricordare a Bussolati che ogni struttura sanitaria lombarda – conclude l’assessore Gallera – sta rimodulando la propria attività per rispondere in modo adeguato alle esigenze di ricovero e cura che si stanno determinando, continuando a garantire prestazioni non differibili oppure legate alle attività oncologiche e alle reti tempo-dipendenti. Tutti gli ospedali lavorano all’unisono, anche con equipe multidisciplinari e interaziendali, in ottemperanza del piano ospedaliero regionale approvato dalla Giunta il 16 giugno scorso e validato dal Governo due settimane dopo”.

Anche la sua collega di Giunta Claudia Maria Terzi, che ha la delega a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, ribatte all’attacco di Bussolati nei confronti del Presidente Attilio Fontana sul tema dei mezzi pubblici.

Il consigliere del Pd, che è anche membro della segreteria nazionale di Nicola Zingaretti, aveva parlato di una “figura barbina” di Regione Lombardia, la quale si lamentava dei mancati aiuti da parte del Governo, nonostante gli investimenti stanziati. “Il consigliere Bussolati evidentemente non sa che le risorse promesse dal Governo per i servizi aggiuntivi del trasporto pubblico non sono ancora arrivate”, replica l’assessora Terzi.

“Infatti non è ancora stato approvato il decreto attuativo per il riparto dell’anticipazione dei primi 150 milioni sui 300 milioni di risorse stanziate dallo Stato. Per i servizi aggiuntivi, dunque, non è ancora arrivato un euro. In attesa delle risorse le Agenzie Tpl in Lombardia, responsabili della programmazione del servizio bus nei bacini di competenza, hanno attivato da settembre servizi aggiuntivi per oltre 2 milioni di vett – km: questo include sia i servizi aggiuntivi messi in campo dalle aziende affidatarie degli attuali servizi sia il ricorso ai bus turistici, con l’obiettivo di intervenire per risolvere situazioni puntuali. Il tutto è stato complicato dai ritardi di un Governo che, ricordiamolo, ha deciso quale debba essere la capienza dei mezzi pubblici solo alla vigilia della riapertura delle scuole, rendendo ancor più difficoltoso il lavoro di programmazione delle corse”.

“Quanto al tema dei finanziamenti, segnalo che la Lombardia è tra le poche Regioni in Italia a mettere consistenti risorse autonome per il Trasporto pubblico locale: annualmente stanziamo oltre 400 milioni di euro per integrare il Fondo nazionale trasporti (Fnt). Si tratta di uno sforzo importante che va nella direzione di sopperire a una ripartizione dei finanziamenti statali penalizzante per la nostra Regione: la Lombardia muove quasi il 24% dei passeggeri a livello nazionale ma ottiene risorse del Fnt pari solo al 17%. Per questo abbiamo più volte chiesto al Governo PD-M5S di rivedere le quote e aumentare gli stanziamenti per i lombardi. I finanziamenti statali destinati all’emergenza (500+400 milioni) non sono comunque sufficienti per far fronte alla riduzione dei ricavi delle aziende di trasporto e al potenziamento dei servizi, così come richiesto dalle Regioni allo Stato”.

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