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Carabiniere ucciso, duro attacco del comandante Alfa a Saviano: “Ti devi vergognare”

Immagine di copertina
Comandante alfa e Roberto Saviano

Il fondatore del Gis ha scritto una lettera per la morte di Mario Cerciello Rega e ha rivolto parole di condanna nei confronti dello scrittore

L’attacco del comandante Alfa a Roberto Saviano: la lettera

La lettera del Comandante Alfa a Saviano in merito alla vicenda del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 coltellate a Roma nella notte tra il 25 e il 26 luglio scorso, sta facendo il giro del web.

Le parole del fondatore del Gruppo intervento speciale (Gis) dell’Arma dei carabinieri, la cui identità è chiaramente segreta, sono state durissime nei confronti dello scrittore e delle sue prese di posizione sull’uccisione del carabiniere.

Carabiniere ucciso a Roma, Roberto Saviano: “Questa morte non sia usata come orrido strumento politico contro i migranti”

“Non riesco a dormire, quel sangue mi raffredda il cuore di sofferenza e rabbia. Non trattengo l’adrenalina, quasi non mi riconosco”, ha esordito il Comandante Alfa nella sua lunga missiva.

“40 anni nel G.I.S 45 al servizio dell’Arma che ho contribuito ad onorare, pare quasi non siano serviti a chiudere gli occhi sulle troppe ingiustizie. Caro Mario, non posso chiudere le palpebre perché rivedo il tuo sorriso, spento improvvisamente da chi a te si è avvicinato per uccidere, non era difesa, No, non ha buttato il coltello dopo la prima ferita che ti ha inferto.

No, ha continuato finché dopo 8 (ottoooo) fendenti non ti vedeva soccombere sotto la sua spietata sete di morte”, ha scritto il fondatore del Gis.

E poi l’appello alle istituzioni: “Non è più tollerabile tutta questa carneficina. Al Generale dell’Arma dei Carabinieri rivolgo l’appello più accorato, affinché, come massimo rappresentante di tutti i fedeli servitori dello Stato ma soprattutto del popolo italiano, faccia sentire la sua voce nelle sedi politiche e ministeriali di riferimento, per far sì che chi lavora rischiando per l’altrui incolumità sia messo in condizioni di per difendere e di potersi difendere.

Siano cambiate le regole d’ingaggio degli operatori di tutte le Forze di Polizia! Ora basta, non si è più carne da macello, non si è più in un contesto dove chi indossa la divisa viene deriso e vilipeso da coloro che la legalità la infrangono più volte al giorno.

Non è questione di colore di pelle, né di nazionalità, colore politico o religioso. La delinquenza ha tutta lo stesso colore e odore… quello della morte!! L’Arma è stata ferita al cuore, tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine lo sono”.

“La politica – ha continuato – la smetta di usarci come palloni ad una partita di calcio, di calci non ne possiamo più. Ora i calci vorremmo restituirli, poterli ridare indietro a coloro che offendono anche con parole denigratorie nei nostri confronti.

Ai ministri dell’interno e della difesa chiedo: ‘accelerate le leggi opportune’, “una persona può difendere la propria casa e noi che lo facciamo per mestiere e per amore non possiamo? L’Italia è la nostra casa, il suo popolo è la nostra famiglia, vogliamo avere tutti i mezzi per difenderla, provvedete velocemente.

Questo paese è allo sbando dal punto di vista della certezza della pena”! Non esiste al mondo un paese più bello e fiero del nostro, ma nemmeno più deriso e quasi vilipeso. Non lo meritiamo. Vogliamo continuare a credere in quello che facciamo senza essere derisi da chi il giorno o dopo è già libero e ci denigra”.

A seguire la difesa dell’Arma. “Non vogliamo sempre essere accusati e violentati nell’animo per aver fatto il nostro dovere. Come fedele servitore dello Stato, ho vergogna e non posso starmene seduto ad aspettare che qualcosa si muova senza che io faccia nulla, e mi domando:”ma tutti i telefonini che riprendono le rare volte in cui siamo costretti ad usare la forza tacciandoci per criminali dov’erano quella triste notte in cui Mario ed il suo collega venivano aggrediti”? Non raccontiamoci la storia che era notte e buio, non la beve più nessuno”!.

Infine il duro colpo allo scrittore napoletano: “A Saviano rispondo ‘Vergognati’! Ho dato mandato alla casa editrice di rimuovere la fascetta con la sua prefazione dai miei libri (peraltro la sua prefazione non è stata una mia scelta)!”.

“Ed infine un ultimo pensiero a Mario ed alla sua famiglia. Quante volte ho provato il vostro dolore, troppe,ma ogni volta e’ diverso e la ferita più profonda. Che Dio ti accolga caro Mario tra le sue braccia, la tua misericordia nei confronti del prossimo era i finita da quello che apprendo. Ora tocca a te prendere la tua parte. Da lassù veglia e prega per la tua giovane sposa , per la tua famiglia di sangue e per quella di cuore che tutti ci accomuna….l’ Arma! “Che la terra ti sia lieve!”, conclude.

Lettera Comandante Alfa a Saviano
Credits:; Facebook Roberto Saviano

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