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La7, Cairo sulla chiusura di Non è l’Arena: “Contratto in scadenza, bene solo i primi due anni”.

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La7, Cairo sulla chiusura di Non è l’Arena: “Contratto in scadenza, bene solo i primi due anni”

Urbano Cairo torna sul caso Giletti a tre mesi dal brusco allontanamento del conduttore di “Non è l’Arena”. Durante la presentazione dei palinsesti di La7, l’editore ha spiegato che il contratto di Giletti era in scadenza e che la sua trasmissione, in onda per cinque anni e mezzo, aveva ottenuto “ottimi” risultati ma solo per i primi due anni. Una versione smentita dall’agente del presentatore, Gianmarco Mazzi, secondo cui Giletti era molto vicino al rinnovo.

“Per me siamo in buonissimi rapporti, eccellenti nei sei anni in cui ha lavorato qui. Un rapporto che io sento ancora positivo”, ha detto. “Il contratto con lui sarebbe terminato dopo poco dalla sospensione, quindi non è che sia cambiato molto. Voglio sperare che i rapporti belli che avevamo si siano mantenuti. Rapporti che lui ha citato più volte ringraziandomi per l’autonomia che aveva, per cose personali che non sto qui a citare. Per me i rapporti sono inalterati”, ha aggiunto Cairo, secondo cui Giletti “sarebbe tutt’altro che una sòla” ed è invece “un animale televisivo raro”. Il riferimento è al commento sarcastico fatto da Vincenzo De Luca al passaggio di Bianca Berlinguer da Rai e Mediaset.

“Con noi ha fatto i primi due anni ottimi, poi come tutti i prodotti c’è un momento di lancio e poi di declino, ma lo ritengo una persona di alto livello e assolutamente capace dal punto di vista televisivo”, ha sottolineato. “Va detto che nell’ultimo biennio i costi della trasmissione erano diventati insostenibili”, ha proseguito. “Lui si era impuntato di passare dalla domenica al mercoledì, un’operazione che gli ha fatto perdere quasi due punti di share mai recuperati nonostante poi sia tornato alla domenica”.

A fine giugno Cairo era stato sentito dai pubblici ministeri di Firenze proprio riguardo la chiusura di “Non è l’Arena”, a ridosso di una puntata in cui Giletti annunciava nuove rivelazioni sui rapporti tra mafia e politica. Nell’ambito dell’inchiesta sui mandanti occulti delle stragi del ’93, i pm di Firenze avevano intercettato una conversazione tra Giletti e Salvatore Baiardo, considerato “uomo di fiducia” dei fratelli Graviano, in cui l’uomo, spesso ospite della trasmissione, prometteva a Giletti di consegnargli una fotografia che ritraeva i boss mafiosi insieme a Silvio Berlusconi.

Sulla chiusura di Non è l’Arena, l’agente di Giletti ha fornito una versione dei fatti diversa da quella di Cairo. Gianmarco Mazzi, che attualmente riveste l’incarico di sottosegretario alla Cultura, ha dichiarato a La Stampa che le trattative per il rinnovo del contratto sarebbero andate avanti fino a metà febbraio, un mese e mezzo prima della chiusura. Oltre a essere molto vicino al rinnovo, a detta di Mazzi, Giletti aveva anche scritto una prefazione al libro di Ferruccio Pinotti dedicato a Marcello dell’Utri, pubblicato da Solferino, del gruppo Cairo. Il testo sarebbe poi stato eliminato.

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