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Italia, delirio antisemita: si moltiplicano le scritte contro gli ebrei. Unar: “Escalation da gruppi organizzati”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 12 Feb. 2020 alle 22:26 Aggiornato il 13 Feb. 2020 alle 13:12
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Immagine di copertina

Italia, delirio antisemita: si moltiplicano le scritte contro gli ebrei

“Calpesta l’ebreo” e “Anna Frank brucia”, accompagnate da varie svastiche e croci celtiche. Sono le ultime scritte antisemite comparse in Italia, stavolta a Pomezia, nella città metropolitana di Roma, davanti a due scuole che avevano svolto varie iniziative sulla Shoah. Si tratta dell’ennesimo episodio antisemita segnalato nel nostro paese nelle ultime settimane, dopo i casi avvenuti in diverse città tra cui Torino e Mondovì (Cuneo).

Per il direttore dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), Triantafillos Loukarelis, è “in atto un’escalation da parte di gruppi organizzati. Lo Stato intervenga per sgominare questi gruppi organizzati”.

Quanto avvenuto è un episodio “ancora più grave in quanto viola la sacralità di un luogo di istruzione. Scritte vili, segno di una violenza che diventa sempre più palese e arrogante. Non basta più una risposta solo culturale, serve intervenire per reprimere. Non ci lasciamo intimidire, continueremo ad andare nelle scuole a tramandare la memoria”, ha detto all’ANSA la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello. Il fascismo “oggi tenta di rialzare la testa approfittando della crisi economica, culturale e sociale che attanaglia il nostro Paese, ma sarà nuovamente sconfitto”, ha commentato il comitato provinciale dell’Anpi di Roma.

Scritte antisemite: i precedenti

Alcuni giorni fa, sempre a Pomezia, era stata imbrattata una lapide dedicata ai martiri delle foibe su cui era stato scritto con vernice spray “Fasci appesi” con accanto falce e martello e il simbolo dell’anarchia. E in serata l’Unar ha reso noto di aver aperto una propria istruttoria sulla scritta antisemita “vile ebreo” rinvenuta ieri sera sul muro di cinta dell’impianto della Polisportiva Montespaccato di Roma, firmata Ultras Tivoli ed indirizzata al presidente Massimiliano Monnanni.

Nelle scorse settimane, a Bologna, una stella di David è comparsa sulla porta del discendente di una famiglia di deportati. Alla fine di gennaio, la scritta nazista “Sieg Heil” e una svastica sono comparsi sulla casa della figlia di un partigiano a Torino. Sempre nel capoluogo piemontese, una donna di origine ebraica ha trovato davanti la sua casa la scritta “Crepa sporca ebrea”.

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