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Genova, multati in coda alla mensa dei poveri perché “creano assembramenti”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 20 Nov. 2020 alle 15:06 Aggiornato il 20 Nov. 2020 alle 15:26
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Genova, multe in coda alla mensa dei poveri: “Creano assembramenti”

Sta facendo molto discutere quello che è successo ieri in una mensa dei poveri nel centro storico di Genova, in via Prè: alcune persone in fila alla distribuzione dei pasti hanno infatti ricevuto delle multe perché creavano assembramenti. Dopo diverse segnalazioni da parte dei residenti e di alcuni comitati della zona, la polizia municipale è intervenuta e ha notato che alcuni bisognosi non rispettavano le regole sul distanziamento sociale anti-Covid e soprattutto non portavano neanche le mascherine. A quel punto è scattata la sanzione: una delle persone in fila alla mensa dei poveri è stata persino denunciata, perché ha mentito dicendo di essere minorenne, quando poi all’ospedale pediatrico Gaslini – dove è stato condotto per alcune radiografie – è emersa la sua maggiore età.

Sul tema si è schierato molto duramente don Giacomo Martino, direttore di Migrantes a Genova e vero e proprio punto di riferimento nella diocesi: “Uno dei motti delle forze di polizia – ha dichiarato – è di proteggere e servire. La legge giusta va applicata guardando la situazione, altrimenti diventa ingiusta. In questo momento è necessario usare l’umanità e anche le associazioni se hanno bisogno di aiuto per gestire le emergenze devono chiedere aiuto. Le stesse istituzioni devono ‘sporcarsi’ le mani con le associazioni, le devono coinvolgere di più. Solo così si può superare un momento così duro per tutti, senza puntare il dito contro nessuno”.

I vigili, dal canto loro, si sono giustificati spiegando che prima di intervenire avevano più volte chiesto a tutti i presenti di rispettare le norme anti-Coronavirus. “Dopo le segnalazioni – ha detto il comandante della polizia municipale Gianluca Giurato – per diversi giorni siamo andati a sensibilizzare. Abbiamo richiamato più volte le persone in coda a rispettare le norme. Ma nonostante tutto hanno continuato a non rispettare le norme e siamo dovuti intervenire”.

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