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Gaia e Camilla, nuovo dettaglio: “Quella notte a Corso Francia stavano facendo una gara di sorpassi”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 18 Feb. 2021 alle 19:59
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Immagine di copertina

Gaia e Camilla erano sulle strisce pedonali quando sono state investite. Pietro Genovese ha travolto le due ragazze mentre erano “sulle strisce pedonali, nel tratto della terza corsia di sinistra di corso Francia, dopo che queste avevano iniziato l’attraversamento con il verde pedonale ma si erano fermate per aver notato alla loro sinistra provenire dal precedente semaforo ad alta velocità tre auto impegnate, di fatto in una gara di sorpassi, che non accennavano a rallentare”. Lo scrive il gip di Roma nella motivazioni della sentenza con cui il 19 dicembre scorso ha condannato ad 8 anni di carcere Pietro Genovese per l’omicidio stradale di Gaia e Camilla.

“La motivazione della sentenza di condanna di Pietro Genovese è una conferma netta della piena regolarità di condotta di Gaia e Camilla, così sgombrando definitivamente il campo da fantasiose ipotesi di attraversamento azzardato che, in alcuni casi, null’altro hanno costituito che gratuiti e ingiustificati attacchi alla memoria delle due povere ragazze, inizialmente incluse, addirittura, in un inventato gioco di attraversamento con il semaforo rosso che non ha avuto il benché minimo riscontro processuale”. Lo afferma in una nota l’avvocato Franco Moretti, legale della mamma di Gaia, la 16enne uccisa la notte del 21 gennaio assieme all’amica Camilla mentre attraversa Corso Francia.

“Il contribuito alla giustizia per Gaia e Camilla, che con convinzione ho cercato di offrire insieme ai Colleghi di Studio Simonetta Fulco, Paolo Alma e Luca Vettori, non potrà lenire il dolore della nostra assistita, la madre di Gaia, per la prematura perdita della figlia, ma le darà senz’altro la pace di vedere riabilitata Gaia da ineffabili insinuazioni sul suo comportamento di quella serata“, conclude l’avvocato.

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