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Funivia Stresa-Mottarone, la figlia di una delle vittime: “Me li avete ammazzati, non c’è perdono”

Immagine di copertina
Vittorio Zorloni con la moglie Elisabetta, due delle vittime della tragedia della funivia del Mottarone, Stresa, 23 maggio 2021. Credit: ANSA / Angelo puricelli - Agenzia Blitz Varese

Angelica Zorloni, primogenita di Vittorio, morto insieme alla compagna Elisabetta Persanini e al figlio Mattia di 5 anni nella tragedia della funivia Stresa-Mottarone, commenta gli arresti di questa mattina

“Me li avete ammazzati e a questo, mi spiace, non ci sarà mai nessun tipo di perdono”. È duro il commento degli arresti di questa mattina da parte di Angelica Zorloni, primogenita di Vittorio, morto insieme alla compagna Elisabetta Persanini e al figlio Mattia di 5 anni nella tragedia della funivia Stresa-Mottarone.

Partiti per una gita in famiglia, il 54enne Vittorio Zorloni, la compagna Elisabetta Persanini (38 anni) e il figlio Mattia (5 anni) vivevano a Vedano Olona, in provincia di Varese. La coppia si sarebbe dovuta sposare a giugno, come ha spiegato Cristiano Citterio, sindaco della cittadina, che ha parlato di una “tragedia immane”.

La figlia Angelica ha affidato oggi le proprie dichiarazioni a una storia pubblicata su Instagram, a cui ha allegato una foto della famiglia felice. Il commento di Zorloni segue la notizia dell’arresto di tre persone per l’incidente della funivia sul Mottarone che ha causato 14 morti, tra cui due bambini.

Tra i fermati Luigi Nerini, proprietario della società che gestisce l’impianto, la Ferrovie Mottarone srl, il direttore Enrico Perocchio e il capo servizio Gabriele Tadini. A disporre gli arresti è stato il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, che con il pm Laura Carrera coordina le indagini dei carabinieri.

Gli inquirenti hanno accertato che “la cabina precipitata presentava il sistema di emergenza dei freni manomesso”. Non era infatti stato rimosso il cosiddetto “forchettone”, un divaricatore delle ganasce dei freni d’emergenza addetti al blocco del cavo portante in caso di rottura del trainane.
Secondo la procura, si è trattato di un “gesto materialmente consapevole”, per “evitare disservizi e blocchi della funivia”. “E’ stata una omissione consapevole“, ha spiegato il procuratore Bossi parlando di una “scelta deliberata” dei tre fermati.
Inoltre, un secondo “forchettone” è stato trovato questa mattina nella zona dell’incidente. “La notizia di questa mattina è un’ulteriore mazzata”, ha commentato la sindaca di Stresa, Marcella Severino. “Questa volta sappiamo che la tragedia si poteva evitare“.
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