Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:22
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Morto Franco Di Mare: la malattia che ha colpito il giornalista

Immagine di copertina

Morto Franco Di Mare: la malattia che ha colpito il giornalista

Qual è la malattia che ha colpito Franco Di Mare, il giornalista morto oggi – venerdì 17 maggio 2024 – all’età di 68 anni? Ad annunciare suo decesso è stata la famiglia con una breve nota. “Abbracciato dall’amore della moglie, della figlia, delle sorelle e del fratello e dall’affetto degli amici più cari oggi a Roma si è spento il giornalista Franco Di Mare”, si legge.

Meno di un mese fa Franco Di Mare, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, aveva reso noto il suo drammatico stato di salute rivelando di essere gravemente malato. “Ho un tumore molto cattivo, il mesotelioma: si prende respirando le particelle di amianto – le sue parole -. Mi rimane poco da vivere ma non è ancora finita”.

“Da inviato di guerra ho respirato amianto: sono sereno e non mollo, ma da questo non si guarisce”, ha poi aggiunto entrando nei dettagli di una vicenda che ha sconvolto il pubblico anche per le pesanti affermazioni sul comportamento che gli ha riservato la Rai (non la dirigenza attuale aveva precisato in verità) dopo la scoperta della malattia.

Dopo le sue parole i vertici della Rai hanno voluto precisare che non sapevano della malattia di Di Mare. “L’ad della Rai Roberto Sergio e il dg Giampaolo Rossi sono venuti a conoscenza solo ieri sera della drammatica vicenda di Franco Di Mare, al quale esprimono tutta la propria vicinanza umana e assicurano la loro disponibilità a fare tutto il possibile per consentire al giornalista di ricostruire quanto da lui richiesto”, venne scritto in un comunicato.

Di Mare aveva raccontato: “Da inviato di guerra ho respirato amianto. Sono stato a lungo nei Balcani. Ogni esplosione liberava nell’aria infinite particelle di amianto”. Ed è forse nel 1992 a Sarajevo che il giornalista ha iniziato a “respirare la morte”. Il tumore ha infatti un periodo di incubazione molto lungo, di vari decenni.

Dopo la diagnosi, Di Mare ha chiesto alla Rai “lo stato di servizio”: un documento utile a ricostruire i suoi spostamenti di lavoro per capire dove possa esserci stata l’esposizione sospetta. L’azienda, a detta del giornalista, l’avrebbe negato. Di Mare ha definito questo comportamento ripugnante. Ospite di Che tempo che fa, aveva aggiunto: “Si sono dileguati – ha detto – tutti i gruppi dirigenti, non quello attuale, ma quello precedente, quello precedente ancora. Io chiedevo alla Rai lo stato di servizio che è un mio diritto, i posti in cui sono stato, così potevo provare a chiedere alle associazioni di categoria cosa fare sono spariti tutti”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”