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Draghi firma il nuovo Dpcm: le regole definitive in vigore fino al 6 aprile

Di Anna Ditta
Pubblicato il 2 Mar. 2021 alle 18:54 Aggiornato il 6 Mar. 2021 alle 07:49
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Credit: Ansa

Draghi firma il nuovo Dpcm: le regole definitive in vigore fino al 6 aprile

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato il nuovo Dpcm che stabilisce le regole anti-Covid in vigore dal 6 marzo 2021 fino a dopo Pasqua, precisamente fino al 6 aprile (qui le ultime notizie sul Covid in Italia e nel mondo).

La firma è arrivata martedì 2 marzo, dopo una riunione della cabina di regia a Palazzo Chigi. Oltre al premier Mario Draghi, erano presenti i ministri Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Daniele Franco, Patrizio Bianchi, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Elena Bonetti e i rappresentanti del Cts.

Le misure, poi, sono state presentate in una conferenza stampa da Palazzo Chigi dai ministri Speranza e Gelmini, da Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, e dal presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli. Assente, come ampiamente previsto, il premier Mario Draghi.

Dopo le bozze e le indiscrezioni sulle nuove restrizioni circolate nei giorni scorsi, ecco le regole definitive su cosa si potrà fare e cosa no con l’entrata in vigore del primo Dpcm del governo Draghi.

Dpcm Draghi: le misure per la scuola

Dalla prossima settimana, tutte le scuole – anche materna e primaria – saranno chiuse nelle zone rosse, così come annunciato lunedì dal coordinatore del Cts Agostino Miozzo, uscendo dalla riunione della cabina di regia di Palazzo Chigi.

Le scuole potranno essere chiuse anche dove si raggiungeranno 250 casi ogni 100mila abitanti, a prescindere dal colore delle zone. Nelle regioni gialle e arancioni, dunque, le decisioni vengono rimandate ai governatori.

Nei scorsi giorni, il Comitato tecnico scientifico (Cts) ha espresso un parere secondo il quale, a causa dell’aumento dei contagi tra i giovani e del rischio sulle varianti, tutti gli istituti scolastici dovrebbero restare chiusi nelle zone rosse e anche nelle altre fasce di rischio nel caso in cui l’incidenza sia superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti.

Viaggi e spostamenti

Il divieto di spostamento tra le Regioni è valido fino al 27 marzo ma assieme al prossimo Dpcm, che disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto. Fanno eccezione, come in passato, il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione e gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità.

Per quanto riguarda le seconde case, è consentito raggiungerle in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) ma solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non è possibile invece raggiungerle, a meno di motivi necessari e urgenti, se le seconde case si trovano in zone rosse o arancione scuro.

Visite in abitazioni private

Il nuovo Dpcm di Draghi apre alla possibilità di visite di persone non conviventi nelle abitazioni private, ma solo in zona gialla e arancione. Viene infatti cancellata la regola introdotta nel precedente documento, che stabiliva che “con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”.

Ad essere consentita, in zona gialla, è dunque la visita in una sola abitazioneuna volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22 di due persone più i figli minori di 14 anni. Restano comunque “vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

Negozi, palestre, piscine

Una novità viene introdotta per barbieri e parrucchieri, che dovranno restare chiusi in zona rossa. Sempre in zona rossa i negozi saranno chiusi, e saranno garantiti solo gli esercizi commerciali di prodotti essenziali (farmacie, alimentari, ferramenta). I negozi resteranno invece aperti in zona gialla e arancione, anche se nei weekend continueranno a essere chiusi i centri commerciali.

Restano ancora chiuse piscine e palestre e rimane il divieto degli gli sport di contatto e di squadra. Consentita invece l’attività motoria individuale all’aperto come la camminata, la bici e la corsa. Agli agonisti è consentito allenarsi.

Bar e ristoranti: le misure nel nuovo Dpcm

Per quanto riguarda bar e ristoranti, questi resteranno aperti in zona gialla, ma solo di giorno. La sera sarà possibile solo l’asporto (fino alle 22) o le consegne a domicilio (a qualsiasi ora). Saranno chiusi invece in zona arancione e rossa.

Dpcm Draghi: cinema, teatri e musei

Il nuovo Dpcm prevede nuove riaperture a partire dal 27 marzo. Da quella data, cinema e teatri potranno riaprire in zona gialla. Saranno consentiti spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, da concerto, cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto, purché nel rispetto di specifici protocolli. Ad esempio, i posti a sedere saranno preassegnati e dovrà essere garantito il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori non conviventi.

Novità in arrivo anche per i musei, finora aperti in zona gialla ma solo nei giorni infrasettimanali. Dal 27 potranno i luoghi della cultura potranno restare aperti anche nel weekend, a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo.

Dpcm anti-Covid: le parole dei ministri Speranza e Gelmini

“In questo momento la curva dà segnali di ripresa di risalita e le varianti del virus preoccupano. Il Dpcm prova a mantenere un impianto di conservazione delle misure essenziali che sono vigenti. Viene confermato il sistema a colori. L’innovazione più rilevante in questo momento riguarda le scuole. In area rossa le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse e con didattica a distanza. Le misure che abbiamo disposto sono misure necessarie che possono metterci nelle condizioni di governare questa curva del contagio. Valuteremo giorno dopo giorno l’andamento della curva. Io voglio fare un ulteriore appello ai nostri concittadini perché abbiamo bisogno del contribuito di tutti perché un’epidemia non si vince con un’ordinanza o con un Dpcm, ma serve il comportamento dei cittadini”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Il Dpcm non è un dpcm last minute” ha aggiunto il ministro Gelmini sottolineando il “cambio di metodo” rispetto all’esecutivo precedente e rimarcando il fatto che i cittadini sono stati avvertiti per tempo dal momento che la bozza è stata presentate con largo preavviso rispetto alla sua entrata in vigore. “Le Regioni hanno chiesto di far scattare il cambio di fascia non dal weekend, ma dal lunedì”. Richiesta che è stata accolta dal governo, sottolinea la Gelmini, che ha anche annunciato l’apertura di un tavolo tecnico in cui ridiscutere i parametri che decidono l’entrata in vigore in una fascia o meno.

“I segnali di discontinuità sono evidenti” ha poi rimarcato la Gelmini ricordando le recenti nomine di Draghi per quanto riguarda il nuovo capo della Protezione Civile e del Commissario per l’emergenza Covid e annunciando per venerdì la prima riunione sui vaccini.

Successivamente hanno preso la parola Silvio Brusaferro e Franco Locatelli, i quali hanno fatto il punto sulla situazione epidemiologica in Italia. Il primo ha sottolineato che ormai la variante inglese è predominante nel Paese, mentre il secondo ha rimarcato il fatto che i giovani sono sì più soggetti all’infezione, ma senza sviluppare le forme gravi della malattia.

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