Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

“Quando mi leggerete, o io o lui saremo morti”: il diario di Makka, la 18enne che ha ucciso il padre violento

Immagine di copertina
Credit: AGF

“Chi troverà questo scritto capirà, o io sarò morta, o sarà morto lui”, scriveva la 18enne Makka sul suo diario poco prima di uccidere il padre, Akhyad Sulaev, 50 anni.

A pubblicare alcuni passaggi di quelle pagine è il quotidiano La Stampa. La ragazza è ora agli arresti domiciliari in una comunità protetta con obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Alessandria ha deciso di non disporre la custodia cautelare in carcere in considerazione del contesto in cui si è consumato l’omicidio, avvenuto nella serata di venerdì 1 marzo nella casa della famiglia a Nizza Monferrato, in provincia di Asti.

Makka ha infatti ucciso il padre a coltellate al culmine di una lite e di diversi episodi di maltrattamenti nei confronti della madre. Il gip non le ha comunque riconosciuto la legittima difesa.

“Spero che tutti gli uomini simili brucino all’inferno”, scriveva la giovane sul suo diario. “Non avrei mai neanche immaginato di portare via la vita ad una persona, ma preferisco portarla via a quel coglione prima che lui porti via l’unica ragione della mia vita, cioè mia madre”.

“Ho paura che i miei fratelli maschi copino il comportamento di mio padre”, si legge ancora nelle pagine del diario di Makka. “Non avevo mai osato affrontare mio padre, ne oppormi a lui. Ma i maltrattamenti duravano da tempo, perché fanno parte della sua cultura, al modo di intendere i rapporti con le donne”.

La ragazza racconta anche che il padre, ceceno, in più occasioni aveva afferrato la madre e l’aveva trascinata davanti ai tre figli maschi per mostrare loro “come si tratta una donna”. “Quando la vostra moglie vi risponderà o si comporterà male dovrete prenderla così, come fa papà”, diceva l’uomo ai figli.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”