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Delitto di Garlasco, Il Tempo smentisce Giallo: “L’sms di Paola Cappa su Stasi non è agli atti dell’inchiesta”

Immagine di copertina
A sinistra le gemelle Cappa, a destra Alberto Stasi (foto AGF)

Nuovo mistero nelle indagini sull'omicidio di Garlasco. Intanto, dopo le perquisizioni a casa Sempio e il ritrovamento di un martello, si attendono gli esiti dell'incidente probatorio sul Dna

Nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi spunta un misterioso sms: “Mi sa che abbiamo incastrato Stasi”. Lo avrebbe scritto alcuni anni fa Paola Cappa, cugina della vittima, chattando con un amico di Milano. A darne notizia è il settimanale Giallo, secondo cui l’sms sarebbe uno dei 280 messaggi agli atti del nuovo fascicolo d’indagine aperto dalla Procura di Pavia. Il quotidiano Il Tempo, tuttavia, sostiene che “fonti vicine a chi indaga smentiscono l’esistenza dell’sms e il suo contenuto, così come la mole di messaggi entrati nel nuovo fascicolo”.

Per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia, nel 2015 è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere l’allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi, che attualmente si trova in regime di semilibertà. Il caso è stato riaperto dalla Procura di Pavia dopo che i difensori di Stasi – che nei primi due gradi di giudizio era stato assolto – hanno fatto nuovi accertamenti sulla perizia genetica del 2014 relativa al Dna trovato sulle unghie di Poggi. Nella nuova inchiesta l’unico indagato risulta essere Andrea Sempio, amico del fratello minore della vittima. Paola Cappa, né la sua sorella gemella Stefania, non risultano iscritte al registro degli indagati.

Oltre all’sms di cui sopra, il settimanale Giallo pubblica anche una foto, condivisa sui social da Paola Cappa nel 2013, in cui si vedono dei piedi con calze a quadretti e in mezzo un’impronta a pallini che sarebbe simile a quella repertata ai tempi nella villetta di Garlasco teatro dall’omicidio: la foto è accompagnata dalla frase “Buon compleanno sorellina”.

Giallo cita inoltre una storia pubblicata su Instagram da Stefania, sorella di Paola, che ritrae un bambino tra biciclette e la scritta “Fruttolo”, che il settimanale collega al vasetto di yogurt rinvenuto nell’immediatezza del delitto in casa Poggi e che gli inquirenti faranno analizzare per cercare di individuare impronte e Dna.

Intanto, oggi, venerdì 16 maggio, è in programma in tribunale a Pavia l’incidente probatorio davanti alla giudice per le indagini preliminari Daniella Garlaschelli, udienza che punta a cristallizzare la formazione di prove circa la comparazione del Dna trovato sui margini delle unghie di Chiara Poggi e di tutte le impronte trovate nella villetta o altri elementi che fino a oggi hanno dato risultati discordanti.

Nella serata di due giorni fa, mercoledì, i carabinieri – con l’ausilio dei vigili del fuoco – hanno trovato in un canale nel paese di Tromello, vicino a Garlasco, un martello, che si ipotizza possa essere l’arma del delitto (dopo l’omicidio, il padre della vittima affermò che era sparito da casa proprio un martello). Il canale attraversa Tromello per quasi un chilometro e mezzo e bagna anche le mura della casa in cui viveva la nonna delle gemelle Cappa. Gli inquirenti sono stati guidati sul posto da una testimonianza, raccolta dal programma tv Le Iene, che sarà trasmessa in un servizio in onda il prossimo 20 maggio.

Mercoledì i militari dell’Arma hanno anche perquisito per ore le case di Andrea Sempio, dei suoi genitori e di due suoi amici. Nel decreto con cui è stata disposta ieri la perquisizione “locale, personale e informatica” a carico di Andrea Sempio, i pm di Pavia motivano l’attività investigativa anche alla luce “in particolare, dei tabulati telefonici dell’abitazione dei Poggi, delle sommarie informazioni assunte da Andrea Sempio e dai suoi familiari e amici”. Il riferimento ai tabulati dei Poggi dovrebbe riguardare le telefonate che Sempio fece a casa della famiglia della vittima nei giorni precedenti l’omicidio.

LEGGI ANCHE: Delitto di Garlasco, dal super testimone al tonfo nel canale: perché si sono riaccesi i riflettori sulle sorella Cappa

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