Delitto di Garlasco, Andrea Sempio: “Movente assurdo, non frequentavo Chiara Poggi”
La reazione dell'indagato per l'omicidio della ventiseienne
Andrea Sempio “non riesce a capacitarsi di questo movente sessuale. Lui mi dice, ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso di sociali, specifico dato il movente, non si capisce da dove deducano un movente sessuale, visto che lui non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi, era a lavorare”. Lo dichiara Angela Taccia, una delle legali che assiste il nuovo indagato per il delitto di Garlasco, commentando le nuove rivelazioni della procura di Pavia, che ha ricostruito il movente e la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi. “Dobbiamo aspettare perchè finchè non abbiamo gli atti non possiamo capire la ratio di questa nuova imputazione, comunque elastica, comunque provvisoria” ha aggiunto la legale che sulla dinamica del delitto ha aggiunto: “L’unica cosa che apprendiamo è che a quanto pare l’assassino è uno, ma è d’altronde tutto il team difensivo della difesa che ha sempre sostenuto che l’assassino è uno”.
Nell’atto con il quale i magistrati hanno chiesto di interrogare Sempio il prossimo 6 maggio, infatti, si spiega che Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi “con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. Secondo i magistrati “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. Quindi l’assassino “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo un tentativo di fuga da parte della vittima, la quale “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”. Dopo “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” alla nuca “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”. Un omicidio aggravato dalla crudeltà “in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte allavittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”.