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Bologna, il custode che ha ucciso il ladro: “Ho mirato tra i campi, non volevo uccidere”

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Il custode che ha ucciso il ladro nel Bolognese: “Non volevo uccidere”

Il custode che ha ucciso un ladro che cercava di intrufolarsi in una abitazione è stato ascoltato dai pm. Il fatto è avvenuto all’alba del 5 dicembre a Bazzano, in provincia di Bologna. “Non volevo uccidere, cercavo solo di farli andare via e ho sparato verso i campi, nel buio”: queste le parole che Stefano Natalino avrebbe detto durante il colloquio con i pm.

A darne notizia è il Corriere della Sera, che racconta che l’uomo, accusato di omicidio preterintenzionale, fa il custode della villa in cui l’uomo ucciso insieme ad altri complici stava cercando di entrare nelle prime ore del 5 dicembre.

Stefano Natalino avrebbe avvertito degli strani rumori provenire dalla villa, è uscito dalla dependance in cui vive insieme alla moglie, e ha sparato nel buio. Il Corriere della Sera ha riportato che l’uomo avrebbe usato con i magistrati per spiegare quanto avvenuto.

“Erano circa le quattro di notte quando ho sentito dei rumori, mi sono spaventato e ho preso la pistola… ho aperto la finestrella posteriore e ho sparato tre colpi verso i campi. Sentivo che erano molto vicini. Sono andato all’altra finestra e ho visto che erano all’interno della tettoia, che è l’anticamera della casa, sotto di me c’erano delle torce, allora ho sparato altri due colpi ma in fondo, su un lontano capannone disabitato. Non sotto di me, dove sentivo le voci e vedevo le luci”, ha raccontato Stefano Natalino ai pm.

Il custode, 68 anni, ha esploso cinque colpi in tutto dalla sua calibro 38, posseduta regolarmente. Qualche minuto dopo il fatto, l’uomo è uscito dalla dependance insieme alla moglie e ha trovato il cadavere di un uomo, di cui ancora non si conosce l’identità, ma presumibilmente di poco più di venti anni. A chiamare il 112 è stata la moglie dell’uomo.

Stefano Natalino è stato sottoposto a interrogatorio per due ore e mezzo e oggi è indagato a piede libero per omicidio preterintenzionale. I legali di Natalini stanno cercando di capire se ci sono i presupposti della legittima difesa, dell’eccesso colposo.

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