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Galli litiga con Sallusti in diretta tv: “Lei è un maestro dei talk show” | VIDEO

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 2 Apr. 2021 alle 12:10
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Scontro tra Galli e Sallusti: “Dei nostro problemi al Covid importa poco”

Scontro a Otto e Mezzo tra l’infettivologo Massimo Galli e il giornalista Alessandro Sallusti sulla decisione di riaprire le scuole anche in zona rossa, così come stabilito nell’ultimo decreto anti-Covid.

Nel corso del programma d’approfondimento condotto da Lilli Gruber, in onda su La7 nella serata di giovedì 1 aprile, il medico dell’ospedale Sacco di Milano si è detto d’accordo con la decisione del governo di non permettere riaperture per tutto il mese di aprile aggiungendo però di non aver “capito questa mossa di riaprire le scuole. Quando la Francia decide di chiuderle, noi le apriamo. Guardiamo anche l’Inghilterra: ha deciso di chiudere tutto e vaccinare. E ora i risultati si vedono”.

Poco dopo Alessandro Sallusti ha preso la parola dichiarando di non essere d’accordo con il professor Galli. “Non è vero che hanno riaperto le scuole. Lì dove c’è una promiscuità e anche un’irresponsabilità, ovvero medie e superiori, le scuole non sono state riaperte”.

“Riaprire i nidi, gli asili e le scuole elementari – ha continuato il giornalista – significa ridare fiato a delle famiglie che non ce la fanno proprio più. Lei può scuotere la testa perché non ha in casa due bambini”.

“Sallusti, ma al virus non importa niente questa cosa – ha replicato Galli con Sallusti che lo ha accusato di essere diventato un ‘maestro di talk show’ – Io ho davanti a me una signora che è venuta qui perché si è presa un’infezione dal figlio piccolo a scuola”.

“Queste varianti si diffondono con grande facilità anche nei bambini piccoli, che finiscono purtroppo per rappresentare un serbatoio. Lo vogliamo capire o no che al nostro virus dei nostri problemi importa poco”.

“Il bambino piccolo – continua Galli – trasmette il virus ai nonni. Le riaperture se le possono permettere in Inghilterra dove hanno vaccinato tutti i 70enni, non lo possiamo fare noi”.

“Si figuri se non sono il primo ad essere felice se i bambini possono tornare a scuola. Persino i miei studenti vorrei tornassero in presenza a cui certamente preferirei fare lezione in presenza e non attraverso una macchina” ha concluso l’infettivologo.

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