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Home » Cronaca

Covid, la sottovariante Omicron 2 anche in Italia: segnalata in nove regioni

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È ormai sbarcata in Italia Omicron 2, presente in 9 Regioni e pari all’1% delle sequenze classificate come Omicron. Lo evidenzia l’indagine rapida condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. In particolare la sottovariante di Omicron Ba.2, è stata segnalata in Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Toscana. “La variante Omicron è ormai largamente predominante nel nostro Paese, si rileva in più del 95% dei casi, e in alcuni casi è stata anche rilevata la presenza della variante Omicron 2 che però non differisce molto nelle caratteristiche rispetto a Omicron 1”, ha detto il direttore della Programmazione sanitaria del ministero della Salute, Gianni Rezza.

Al momento dunque nn si sa molto di questa sottovariante, ma non dovrebbe variare molto rispetto a Omicron 1, quella ormai dominante in Italia, con una prevalenza del 95,8% e che ha completamente soppiantato la variante Delta. Una buona notizia, secondo alcuni virologi, dato che Omicron rispetto a Delta sembra essere meno virulenta e pericolosa, seppur molto più contagiosa. La Omicron 2 è stata segnalata per la prima volta a metà dicembre in India, poi nelle Filippine, a Singapore e in Giappone, per poi arrivare in Europa in Danimarca, Gran Bretagna e Germania. La variante BA.2 appartiene allo stesso ceppo di Omicron, ma si distingue dalla ‘sorella maggiore’ per alcune mutazioni della proteina Spike.

Secondo Seppo Meri, insegnante di Immunologia all’università di Helsinki, “le varianti di Omicron si diffondono più velocemente perché sembrano essere migliori nello sfuggire all’immunità indotta dal vaccino (e in parte anche dalle infezioni). E questo perché le varianti di Omicron hanno molte più mutazioni nella proteina S”, la Spike del virus, “rispetto alle varianti precedenti. A questo proposito le differenze tra BA.1 e BA.2 non sono così grandi, sebbene ci siano alcuni cambiamenti di amminoacidi nella proteina S.

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