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Covid, mascherine e distanziamento riducono di 1000 volte la carica virale e abbassano le probabilità di sviluppare i sintomi gravi della malattia

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 22 Ott. 2020 alle 15:04
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Covid, mascherine e distanza abbassano di 1000 volte la carica virale

La distanza tra le persone e l’utilizzo rigoroso delle mascherine possono abbassare di 1000 volte la carica virale del Covid con il risultato che, se si dovesse comunque contrarre l’infezione, le probabilità di sviluppare i sintomi gravi della malattia sarebbero comunque minori. È quanto stabilito da uno studio, pubblicato su Clinical Microbiology and Infection, realizzata dai ricercatori dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, in provincia di Verona. La ricerca è stata condotta su 373 casi di Covid-19 arrivati al pronto soccorso dell’ospedale tra il 1 marzo e il 31 maggio 2020. Con il diminuire dell’esposizione al contagio, infatti, la carica virale di questi pazienti si è abbassata sempre di più. Contemporaneamente anche la gravità della malattia si è ridotta.

“A maggio avevano in media sintomi di Covid-19 meno gravi e una minore probabilità di complicazioni; si è ridotta in parallelo la percentuale di malati che hanno avuto bisogno di un ricovero in terapia intensiva” hanno spiegato Dora Buonfrate e Chiara Piubelli, coordinatrici dello studio. La riduzione della carica virale registrata ad aprile e maggio, dunque, sarebbe da attribuire alle misure di protezione individuale, l’utilizzo della mascherina, e al distanziamento sociale attuate in quel periodo. I malati arrivati in ospedale a maggio, in un periodo di bassa esposizione del contagio, avevano meno virus in circolo nell’organismo, anche fino a mille volte meno rispetto ai pazienti ricoverati a marzo, quando in Italia è esplosa ufficialmente l’epidemia di Covid.

“Si tratta di un evento ampiamente discusso durante il lockdown e nel successivo periodo di controllo della malattia, che ha portato alcuni studiosi ad ipotizzare mutazioni del virus comportanti una sua minore aggressività, cosa che non ha trovato successivamente evidenze scientifiche” dichiara Antonio Cassone, membro dell’American Academy of Microbiology. “Questo studio confermerebbe l’esistenza di una correlazione fra carica virale, patogenicità e gravità della malattia – continua l’esperto – Tuttavia, non sono il solo distanziamento sociale e l’uso della mascherina a giocare un ruolo ma anche altri fattori, come gli stessi autori dello studio sostengono, in particolare l’isolamento degli infetti e la quarantena dei contatti, di ovvia rilevanza nel ridurre la trasmissione ed il contagio”.

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