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Covid, Andrea Crisanti lancia l’allarme sulla variante brasiliana: “Se i casi aumentano subito un lockdown duro in tutta Italia”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 26 Gen. 2021 alle 15:52
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Covid, Andrea Crisanti: “Se i casi di variante brasiliana aumentano, subito lockdown”

“Se i casi di variante brasiliana aumentano, serve subito un lockdown totale in tutta Italia”: lo dichiara senza troppi giri di parole il virologo Andrea Crisanti parlando degli ultimi sviluppi sull’epidemia di Covid.

Intervistato dall’Adnkronos, il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova ha commentato il primo caso in Italia di variante brasiliana, scoperto nella giornata di lunedì 25 gennaio dal laboratorio di microbiologia dell’ospedale di Varese.

“Il primo caso in Italia di variante brasiliana non vuol dire ancora niente, ma è un segnale del fatto che non siamo difesi dalle varianti di Sars-CoV-2” dichiara Crisanti.

“E visto che sembra da alcuni primi studi che quella brasiliana risponda meno al vaccino se si incominciano a vedere casi dispersi in tutta Italia e qualche cluster bisogna agire con prontezza. Soprattutto se si conferma una minore protezione da parte del vaccino, mi dispiace ma rimane solo un’opzione: bloccare tutto”.

“Se è un caso isolato va bene e rimane tale – continua l’esperto – ma se si incominciano a vedere più casi e si dovesse vedere che la variante brasiliana è effettivamente resistente al vaccino allora rimane solo un’opzione, ripeto: bloccare tutto per impedire che si diffonda. Significa lockdown duro, non con le zone rosse. Non possiamo permetterci di mandare all’aria il vaccino. Non scherziamo”.

A preoccupare Crisanti sono alcuni studi effettuati sulla variante brasiliana, i quali mostrano che “i sieri dei vaccinati hanno una limitata capacità di bloccarla. Da un punto di vista epidemiologico non si sa quanto effettivamente siano resistenti i vaccinati alla variante, è un’informazione ancora tutta da acquisire, ma sembra che gli anticorpi abbiano una capacità del 30%”.

“Questo non vuol dire che le persone immunizzate non dimostreranno poi di resistere agli attacchi della variante brasiliana – puntualizza l’esperto – ma se dovesse essere così sarebbe un problema: se incominciasse a diffondersi e si vedesse qualche impatto sui vaccinati, il discorso cambierebbe e si farebbe più allarmante”.

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