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Covid, dalle finestre aperte ai tamponi rapidi: i consigli del virologo per il pranzo di Natale in famiglia

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 9 Dic. 2020 alle 15:55 Aggiornato il 9 Dic. 2020 alle 15:59
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Covid: i consigli del virologo per il pranzo di Natale in famiglia

Il virologo Giovanni Di Perri elargisce alcuni consigli utili per affrontare in sicurezza il pranzo di Natale in famiglia ai tempi del Covid. Intervistato da La Stampa, il professore ordinario di Malattie infettive all’ Università di Torino ha elencato alcune regole che andrebbero seguite da chi proprio non può fare a meno di riunirsi con i parenti. Il primo consiglio, infatti, rimane quello di “non fare niente” per evitare qualsiasi rischio di contagio. “Secondo – continua Di Perri – evitate il pranzo seduti a tavola. Terzo: se proprio ci tenete datevi delle regole”. La premessa è d’obbligo, secondo l’esperto, perché quest’anno come sappiamo “è da valutare ogni soluzione in cui non ci si sieda a distanza ravvicinata e si sia costretti a togliere la mascherina”.

Chi non può rinunciare al pranzo di Natale, dovrebbe comunque preoccuparsi di mettere al riparo le categorie più a rischio: “L’ideale sarebbe limitare l’evento a persone che già convivono o si sono frequentate di recente, con un limite di posti a tavola, il numero più basso possibile, ed escludendo i parenti oltre 65: se gli vogliamo davvero bene questo è l’ anno di lasciarli tranquilli”. Se dovessero esserci ospiti che non fanno parte del nucleo familiare tradizionale “sarebbe una sicurezza in più fare il tampone rapido, anche il 24 stesso se si trova disponibilità in farmacia”.

È ovviamente indispensabile secondo Di Perri che tutti i partecipanti alla tavolata “stiano attenti nella settimana precedente a non frequentare altre persone se non per motivi urgenti. Purtroppo le feste sono il momento in cui si rischia di cedere a qualche tentazione tra auguri e regali, ma in nome del pranzo di Natale si può giustificare qualche sacrificio”. Secondo l’esperto, inoltre, “è bene che ognuno si muova indipendentemente con la sua auto, offrendo passaggi solo ai conviventi. Poi non dimentichiamo mai distanze e mascherine, meglio se Ffp2 vista la permanenza al chiuso. A questo proposito, i padroni di casa dovrebbero tenere aperte due finestre, anche solo in alto, nella stanza dove si pranza o in quelle vicine per garantire un ricambio d’aria”.

A tavola dovrebbero sedere vicini solo le persone conviventi, mentre i piatti andrebbero preparati in cucina “così da evitare passaggi di portate e contorni”. Una sola persona, inoltre, dovrebbe versare da bere a tutti. Di Perri sottolinea che tutte queste misure hanno senso anche se specifica che “la gran parte dei contagi avviene tramite il respiro, per cui finestre e mascherine sono i punti fondamentali da osservare. Sarebbe importante per esempio togliere la Ffp2 solo per mangiare, in particolare gli ultra 65enni, e rimetterla nell’attesa tra le varie portate”.

Il virologo ricorda che le sedie devono essere più distanziate possibile e suggerisce che l’aperitivo e il dolce potrebbero essere serviti in piedi in modo da rispettare il distanziamento. “Altri momenti delicati sono ingressi e uscite, in cui sono da evitare assembramenti e saluti ravvicinati, e la consegna dei regali, per cui è consigliato portare con sé un gel disinfettante. Se alla fine di tutto questo – scherza Di Perri – avete ancora voglia di incontrarvi fatelo pure”.

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