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“Il 14 settembre non autorizzo a isolare i miei figli”: la bufala sul ritorno a scuola che sta circolando su Facebook

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 18 Ago. 2020 alle 13:29
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La bufala sul ritorno a scuola a settembre che sta circolando su Facebook

Il 14 settembre io non autorizzo nessun personale della scuola ad isolare mio figlio se dovesse presentare improvvisamente qualche linea di febbre. Nessun personale sanitario può prelevare mio figlio da scuola in mia assenza traumatizzandolo. Non firmerò nessun foglio di autorizzazione che prevede questo tipo di trattamento. Fino alla maggiore età io genitore sono unico tutore di mio figlio”: in queste ore sta circolando su Facebook un messaggio che, secondo gli utenti che lo condividono, aiuta a “mettere in salvo” gli studenti dal protocollo di sicurezza per la riapertura delle scuole dopo l’emergenza Coronavirus, prevista ormai tra meno di un mese.

Il testo, condiviso migliaia di volte sui social, non è altro però che una bufala, visto che ovviamente il protocollo di sicurezza firmato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e dai sindacati non prevede l’isolamento e la sottrazione alle famiglie degli studenti con sintomi da Covid-19. Come ogni altra fake news, anche questa si basa sulla paura dei cittadini, che temono in questo caso che con il ritorno tra i banchi i loro ragazzi possano essere posti in isolamento a causa di presunti contagi.

Tuttavia, è bene ricordare che condividere quel messaggio sul proprio account Facebook non ha alcun senso. In primis perché un post su un social network non ha alcuna validità per concedere o negare alcun tipo di autorizzazione. E poi perché in realtà le linee guida non prevedono assolutamente ciò che viene prospettato nella bufala social: “In caso di comparsa a scuola in un operatore o in uno studente di sintomi suggestivi di una diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 – si legge infatti nel documento – il CTS sottolinea che la persona interessata dovrà essere immediatamente isolata e dotata di mascherina chirurgica, e si dovrà provvedere al ritorno, quanto prima possibile, al proprio domicilio, per poi seguire il percorso già previsto dalla norma vigente per la gestione di qualsiasi caso sospetto”. Qualora uno studente dovesse manifestare sintomi compatibili con il Coronavirus, dunque, questi verrà immediatamente isolato – è vero – ma allo stesso tempo verrà al più presto riconsegnato ai genitori affinché lo portino a casa e conducano poi tutti gli accertamenti previsti.

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