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Pio Albergo Trivulzio, denunciata un’altra morte sospetta. Il Comitato delle vittime: “Il Prefetto sblocchi le visite”

Una donna di 78 anni è deceduta per una setticemia "causata da piaghe da decubito andate in necrosi". Ma la famiglia crede sia stata causata dalla scarsa assistenza offerta dalla Rsa

Di Redazione TPI
Pubblicato il 2 Giu. 2020 alle 10:25 Aggiornato il 2 Giu. 2020 alle 15:40
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Nuova morte sospetta al Pio Albergo Trivulzio

Nuova denuncia per una morte sospetta al Pio Albergo Trivulzio. Si tratta di una donna di 78 anni, deceduta il 21 maggio dopo essere stata ricoverata il 19 maggio all’Ospedale San Giuseppe e il 20 al Fatebenefratelli, dove è deceduta per setticemia “causata da piaghe da decubito andate in necrosi”. La famiglia dell’anziana, assistita dall’avvocato Alberto Tucci, sostiene che le piaghe siano state causate dalla mancanza di assistenza nella RSA. Nel contempo, il PAT non ha ancora sciolto il blocco sulle visite agli ospiti da parte dei parenti.

Il Comitato Verità e Giustizia per le vittime del Trivulzio protesta: “Non possiamo più attendere. Chiediamo al Prefetto un incontro urgente per porre fine a questo blocco immotivato dei colloqui, dopo tre mesi di totale isolamento. Perfino a Nembro, uno dei luoghi al centro del contagio Covid-19, e in molte altre RSA della nostra Regione e di tutto il Veneto, si sono trovate modalità di ricongiungimento nel rispetto delle norme di sicurezza e distanziamento”.

“A dieci giorni dalla manifestazione davanti al Trivulzio, organizzata dopo il rifiuto della Direzione ad accogliere la richiesta del Comitato di organizzare visite protette, non è ancora possibile aprire neanche una piccola finestra su quanto avviene dietro i cancelli. Questo, senza addurre motivazioni valide né dal punto di vista tecnico, ne’ dal punto di vista sanitario e, oltretutto, in un momento in cui le grandi RSA denunciano una caduta della domanda di nuovi clienti”, dichiara il portavoce Alessandro Azzoni.

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