Coronavirus, Papa Francesco: “Ho chiesto a Dio di fermare l’epidemia”. Poi l’inaspettato elogio a Fabio Fazio: “Ha ragione”

In una lunga intervista, il Pontefice ha raccontato come sta vivendo queste giornate drammatiche e difficili a causa dell'infezione di Covid-19

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 18 Mar. 2020 alle 08:42 Aggiornato il 18 Mar. 2020 alle 09:27
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Immagine di copertina
Papa Francesco nella chiesa di San Marcello al Corso, a Roma. Credit: Radio Vaticana Italia / Twitter

Coronavirus, Papa Francesco: “Ho chiesto a Dio di fermare l’epidemia”

“Ho chiesto a Dio di fermare l’epidemia di Coronavirus”: lo dichiara Papa Francesco in un’intervista esclusiva a La Repubblica. In un faccia a faccia con Paolo Rodari, il Pontefice racconta come sta vivendo queste giornate di difficoltà, segnate dall’epidemia di Covid-19. Il Papa, che nei giorni scorsi è uscito dal Vaticano per andare a pregare prima alla Basilica di Santa Maria Maggiore e poi alla Chiesa di San Marcello al Corso, rivela al quotidiano di aver “Chiesto al Signore di fermare l’epidemia: Signore, fermala con la tua mano. Ho pregato per questo”.

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Bergoglio, poi, ha sottolineato l’importanza in questi giorni difficili di “ritrovare la concretezza delle piccole cose, delle piccole attenzioni da avere verso chi ci sta vicino, famigliari, amici. Capire che nelle piccole cose c’è il nostro tesoro. Ci sono gesti minimi, che a volte si perdono nell’anonimato della quotidianità, gesti di tenerezza, di affetto, di compassione, che tuttavia sono decisivi, importanti. Ad esempio, un piatto caldo, una carezza, un abbraccio, una telefonata. Sono gesti familiari di attenzione ai dettagli di ogni giorno che fanno sì che la vita abbia senso e che vi sia comunione e comunicazione fra noi”.

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Secondo il Pontefice infatti “A volte viviamo una comunicazione fra noi soltanto virtuale. Invece dovremmo scoprire una nuova vicinanza. Un rapporto concreto fatto di attenzioni e pazienza. Spesso le famiglie a casa mangiano insieme in un grande silenzio che però non è dato da un ascolto reciproco, bensì dal fatto che i genitori guardano la televisione mentre mangiano e i figli stanno sul telefonino. Sembrano tanti monaci isolati l’uno dall’altro”.

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Un modo di vivere in cui, secondo il Papa, “non c’è comunicazione; invece ascoltarsi è importante perché si comprendono i bisogni dell’altro, le sue necessità, fatiche, desideri. C’è un linguaggio fatto di gesti concreti che va salvaguardato. A mio avviso il dolore di questi giorni è a questa concretezza che deve aprire”. Il successore di Pietro, poi, ha rivolto un pensiero agli operatori sanitari che in queste ore stanno lottando incessantemente e strenuamente per salvare quante più vite: “Ringrazio chi si spende per gli altri. Sono un esempio di questa concretezza”. “Chiedo – ha aggiunto Bergoglio – che tutti siano vicini a coloro che hanno perso i propri cari, cercando di accompagnarli in tutti i modi possibili. La consolazione adesso deve essere impegno di tutti”.

Infine, un inaspettato e singolare “endorsement” il Papa lo ha rivolto nei confronti di Fabio Fazio, il quale, in un’intervista sempre a La Repubblica, aveva raccontato le cose che stava imparando in questi giorni di isolamento domiciliare. “Mi ha colpito molto l’intervista di Fabio Fazio – rivela il Pontefice – in particolare la riflessione sui nostri comportamenti che influiscono sempre sulla vita degli altri. Ha ragione ad esempio quando dice: ‘È diventato evidente che chi non paga le tasse non commette solo un reato ma un delitto: se mancano posti letto e respiratori è anche colpa sua’. Questa cosa mi ha molto colpito”.

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