Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 08:35
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

Coronavirus, autista Atac positivo a Roma. Sindacalista a TPI: “Non abbiamo dispositivi protezione”

Immagine di copertina

Intervista a Michele Frullo, autista Atac e sindacalista dell'Unione Sindacale di Base (USB)

Coronavirus, autista Atac positivo a Roma. Sindacalista a TPI: “Non abbiamo dispositivi protezione”

“Continuiamo a lavorare tutti i giorni ma siamo angosciati. Mancano i dispositivi di protezione personale che dovrebbero garantire la nostra sicurezza e quella degli utenti”. All’indomani della notizia che un autista Atac che guidava tre linee di bus è risultato positivo al test sul Coronavirus, TPI ha intervistato Michele Frullo, anche lui autista Atac e sindacalista dell’Unione Sindacale di Base (USB). “Il contagio del collega ci ha fatto sentire il problema ancora più vicino, ma i rischi ci sono ogni giorno, perché tutti i giorni siamo in contatto con l’utenza”, commenta Frullo.

Il sindacalista Atac riconosce che alcune azioni intraprese finora per contrastare la diffusione del Coronavirus sono state positive, come la limitazione dell’accesso dei passeggeri alla cabina del conducente, e la regola che impone di non far salire i passeggeri dalla porta anteriore, ma finora non sono stati forniti i dispositivi di protezione come mascherine e guanti. Nonostante gli sforzi della sindaca Raggi, che ha detto di essersi attivata per fornire i dpi a Vigili e lavoratori Ama e Atac, finora i dispositivi non sono stati trovati.

Il 14 marzo l’USB aveva inviato una lettera aperta ai ministri dei Trasporti e della Salute, ai presidenti delle regioni, nonché a tutte le aziende del settore trasporti, con “la diffida a ottemperare senza più ritardi alle disposizioni contenute nel DPCM dell’11 marzo” e “la contestuale apertura dello stato di agitazione in tutti i trasporti a tutela dei lavoratori laddove queste disposizioni siano ancora violate”.

“Purtroppo ancora in molte aziende del trasporto pubblico, inclusa Atac, mancano i dispositivi che possano garantire ai lavoratori di non infettarsi col Coronavirus”, spiega Frullo. “Questo preoccupa perché entriamo in contatto con macchinisti, operai, altri autisti, ma anche con i passeggeri ad esempio quando apriamo la pedana per i disabili o nel caso in cui ci sia qualcuno che si sente male ed è necessario il nostro intervento. C’è quindi il rischio che, se qualcuno è infetto, può infettare tutti gli altri”.

Un altro tema è quello della possibilità di garantire la distanza interpersonale di sicurezza tra i passeggeri. Nonostante la netta riduzione del numero di passeggeri dopo le misure del governo che restringono le possibilità di spostamento, infatti, negli orari di punta non sempre si riesce a rispettare il metro di distanza. Per questo, USB ha chiesto ad Atac che siano intensificate le corse nelle fasce orarie di maggior affluenza.

A questo si aggiunge la situazione dei colleghi di altre società che a causa dell’emergenza Coronavirus non stanno lavorando in questo periodo. “Ci sono lavoratori che facevano il servizio scuolabus che stanno a casa da un mese e non percepiscono lo stipendio”, spiega Frullo. “Se le aziende non attiveranno le tutele necessarie sarà un problema”.

Leggi anche: 

1. Il paradosso dei tamponi per il Coronavirus: se un calciatore è positivo fanno test a tutta la squadra, ma non ai medici in prima linea /2. Mascherine gratis per tutti: l’azienda italiana tutta al femminile che ha convertito la produzione industriale per il Coronavirus

3. Coronavirus, i ricercatori cinesi in Italia: “Vi abbiamo portato il plasma con gli anticorpi” /4. Coronavirus, Bergamo: così vengono curati i pazienti, sistemati anche nei corridoi

TUTTE LE NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO

Ti potrebbe interessare
Cronaca / "I morti di Covid nel mondo sono il doppio di quelli ufficiali"
Cronaca / Von der Leyen: "Lo stop ai brevetti non risolve il problema"
Cronaca / Somministrate 23.1 milioni di dosi
Ti potrebbe interessare
Cronaca / "I morti di Covid nel mondo sono il doppio di quelli ufficiali"
Cronaca / Von der Leyen: "Lo stop ai brevetti non risolve il problema"
Cronaca / Somministrate 23.1 milioni di dosi
Cronaca / Gubbio, esplosione in un capannone: un morto. Una donna è dispersa
Cronaca / La nave libica che ha sparato al peschereccio italiano era stata donata dall’Italia a Tripoli
Cronaca / Covid, 10.554 casi e 207 morti nell'ultimo giorno
Cronaca / Parma: operaio muore schiacciato da un contenitore di mangimi
Cronaca / Caso Cucchi, carabinieri condannati in appello a 13 anni
Costume / Cannabis gratis a domicilio: il rider che la distribuisce a chi ha un reddito basso
Cronaca / Milano, 12enne violentata e minacciata da un 20enne conosciuto su Instagram