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Cambiano i colori delle regioni: Campania, Molise ed Emilia-Romagna passano all’arancione. Umbria e Abruzzo schivano il rosso

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Credit: Ansa foto

Si teme lo scenario di una terza ondata causata dalle varianti del virus ritenute più insidiose e veloci a diffondersi. Sulla base delle rilevazioni settimanali dell’Iss, Campania, Molise ed Emilia-Romagna dovrebbero diventare arancioni. L’Umbria e l’Abruzzo, a rischio di diventare rosse per l’incidenza delle varianti, dovrebbero invece restare in zona arancione. Secondo quanto riporta l’Agi, la Lombardia dovrebbe restare in fascia gialla.

Il ministro Roberto Speranza dovrebbe ufficializzare i cambi di colore firmando la relativa ordinanza dopo la conclusione del monitoraggio della cabina di regia, in corso in queste ore.

Alle misure attese per questa sera potrebbero essere affiancate, soprattutto a causa dei timori sulla diffusione delle varianti del virus, zone rosse locali, come già accaduto in alcune regioni nelle scorse settimane. Inizialmente, anche Lazio, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte erano considerate per il possibile passaggio in arancione, ma resteranno gialle. Come anticipato l’intero Abruzzo, considerato a rischio di diventare rosso, resterà arancione, nonostante ci siano sono già le province di Pescara e Chieti in zona rossa.

Secondo il monitoraggio della fondazione Gimbe relativo al periodo 10-16 febbraio, “serve un cambio di passo nel controllo della pandemia perché, complici le varianti, è impossibile piegare la curva dei contagi con le attuali misure di mitigazione”. Secondo Gimbe “serve un lockdown di 3 settimane”.

Il 17 febbraio l’Italia ha registrato oltre 13mila nuovi casi (13.762) e 347 vittime, con un tasso di positività salito per il secondo giorno consecutivo, passando dal 4,1% al 4,77%. Dati che confermano l’ampia diffusione del virus nel Paese, aggravata dalla presenza ormai accertata delle varianti, sulle quali è cominciata l’indagine dell’Istituto superiore di sanità

Se in molte Regioni le cose peggiorano, ce n’è una che potrebbe finire addirittura in zona bianca, una classificazione mai raggiunta da nessuno. Si tratta della Val d’Aosta, che oggi potrebbe avere per il terzo monitoraggio di seguito un’incidenza settimanale inferiore a 50 casi per 100mila abitanti, un rischio basso e un Rt inferiore a 1. Non è passato molto tempo da quando la Val d’Aosta era arancione. Essendo molto piccola può veder cambiare più rapidamente lo scenario dell’epidemia. Non è detto comunque che diventi bianca, lo decideranno al ministero dove aspettano anche di capire se il sistema di colori verrà mantenuto così com’è dalla presidenza del consiglio.

Con il passaggio in zona bianca decadrebbero divieti e chiusure (palestre, cinema, teatri) oltre che l’efficacia del Dpcm che blocca lo sci amatoriale fino al 5 marzo.

Leggi anche: 1. L’improvvisa e insopportabile campagna contro gli scienziati “gufi” (di Selvaggia Lucarelli) / 2. La scienza in tempo di pandemia è anche politica, ma Ricciardi sembra ignorarlo (di Luca Serafini)

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