Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 16:03
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

“Se hai le corna, rompi le ossa a quella z*****a di tua moglie”: il cartello che incita alla violenza sulle donne in un parcheggio di una frazione di Viterbo

Immagine di copertina

Il cartello è apparso di fronte a Villa Lante, molto frequentata dai turisti per il suo famoso giardino del XVI secolo

Viterbo, il cartello shock che incita alla violenza sulle donne

Un cartello scioccante che incita alla violenza sulle donne è apparso nei giorni scorsi in un parcheggio di Bagnaia, una frazione in provincia di Viterbo. “Parcheggio riservato agli imbecilli ed ai cornuti. Se non lo sai sallo ricordati che la madre degli imbecilli è sempre incinta. Se hai problemi di corna e sei un uomo con le palle (a questo punto non credo che ce le hai), non prendertela con questo cartello ma torna a casa e rompi le ossa a quella z…a di tua moglie”: questo il testo riportato sul cartello. La scritta in bianco su sfondo blu è stata posta a pochi metri dall’ingresso di Villa Lante, che vanta uno dei più famosi giardini italiani manieristici del XVI secolo.

Un albergatore ha denunciato con un post su Facebook il cartello offensivo nei confronti delle donne e ha inviato una segnalazione al giornale locale tusciaweb che ne ha dato prontamente notizia.

 

cartello violenza donne viterbo

“Pongo alla vostra attenzione questo cartello che si trova in bella vista ai residenti e ai tanti turisti che si recano a visitare villa Lante, nel parcheggio principale di Bagnaia. Secondo me racchiude in modo esemplare quella che è la percezione del diritto di una sempre maggiore parte della nostra comunità cittadina. Probabilmente chi lo ha posto avrà avuto le sue buone ragioni e, non avendo fiducia delle istituzioni, ha pensato di farsi giustizia da solo. La simbologia in esso rappresentata è il giusto preludio alla frase conclusiva, dove viene posto in evidenza il ruolo della donna nella sua società”, ha scritto Valter Labate in un post su Facebook del 16 settembre. Molti utenti hanno espresso la loro indignazione sotto al post di Labate, ringraziandolo per la denuncia.

Il Codice Rosso è legge ma mancano i finanziamenti: la denuncia dei centri antiviolenza
Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Cronaca / Il sociologo vicino a Orbán tra le tracce della maturità
Cronaca / L’Italia invecchia e non fa figli: a rischio lavoro, welfare e pensioni. Ma la ministra Roccella: “Ora rimediamo”
Cronaca / Smart working e calo delle assunzioni: il costo invisibile per i giovani
Cronaca / Garlasco, la mamma di Andrea Sempio ricoverata d’urgenza in ospedale: “Overdose da farmaci”
Cronaca / Sorelle scomparse in Abruzzo: "Alisya e Sarah Di Giacinto sono con un adulto"
Cronaca / “L’IA non è responsabile, lo siamo noi”: il Business Ethics Summit riunisce 70 leader per riportare l’umano al centro dell'era digitale
Cronaca / Fs Italiane: al via corse prova sulla linea AV/AC Brescia Est-Verona