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“Se hai le corna, rompi le ossa a quella z*****a di tua moglie”: il cartello che incita alla violenza sulle donne in un parcheggio di una frazione di Viterbo

Il cartello è apparso di fronte a Villa Lante, molto frequentata dai turisti per il suo famoso giardino del XVI secolo

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 16 Set. 2019 alle 16:16 Aggiornato il 16 Set. 2019 alle 17:05
Immagine di copertina

Viterbo, il cartello shock che incita alla violenza sulle donne

Un cartello scioccante che incita alla violenza sulle donne è apparso nei giorni scorsi in un parcheggio di Bagnaia, una frazione in provincia di Viterbo. “Parcheggio riservato agli imbecilli ed ai cornuti. Se non lo sai sallo ricordati che la madre degli imbecilli è sempre incinta. Se hai problemi di corna e sei un uomo con le palle (a questo punto non credo che ce le hai), non prendertela con questo cartello ma torna a casa e rompi le ossa a quella z…a di tua moglie”: questo il testo riportato sul cartello. La scritta in bianco su sfondo blu è stata posta a pochi metri dall’ingresso di Villa Lante, che vanta uno dei più famosi giardini italiani manieristici del XVI secolo.

Un albergatore ha denunciato con un post su Facebook il cartello offensivo nei confronti delle donne e ha inviato una segnalazione al giornale locale tusciaweb che ne ha dato prontamente notizia.

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“Pongo alla vostra attenzione questo cartello che si trova in bella vista ai residenti e ai tanti turisti che si recano a visitare villa Lante, nel parcheggio principale di Bagnaia. Secondo me racchiude in modo esemplare quella che è la percezione del diritto di una sempre maggiore parte della nostra comunità cittadina. Probabilmente chi lo ha posto avrà avuto le sue buone ragioni e, non avendo fiducia delle istituzioni, ha pensato di farsi giustizia da solo. La simbologia in esso rappresentata è il giusto preludio alla frase conclusiva, dove viene posto in evidenza il ruolo della donna nella sua società”, ha scritto Valter Labate in un post su Facebook del 16 settembre. Molti utenti hanno espresso la loro indignazione sotto al post di Labate, ringraziandolo per la denuncia.

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