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“In Italia si indignano perché hanno bendato un assassino”: il post di un comandante di Pavia riaccende le polemiche

Il gesto è opera di un comandante della polizia locale. Il Pd chiede l'intervento del sindaco leghista

Di Marco Nepi
Pubblicato il 30 Lug. 2019 alle 15:55 Aggiornato il 30 Lug. 2019 alle 15:58
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Immagine di copertina

Carabiniere ucciso, il post del comandante di Pavia Flaviano Cocco riaccende le polemiche

Sul carabiniere ucciso a Roma, Mario Cerciello Rega, un nuovo post riaccende le polemiche della rete. Questa volta a pubblicarlo è stato Flaviano Cocco, comandante di Pavia, che ha condiviso l’immagine di uno dei due ragazzi americani accusati dell’omicidio del vicebrigadiere.

La foto condivisa da Cocco ritrae uno degli indagati bendato e ammanettato nella caserma dell’Arma di Roma. E, secondo quanto si legge ne La provincia pavese, l’autore del fotomontaggio ha messo l’immagine accanto ad altre foto che testimoniano lo stesso trattamento riservato ad arrestati delle forze dell’ordine tedesche, inglesi e americane.

carabiniere morto foto pavia

Flaviano Cocco, comandante della polizia locale di Pavia, ha condiviso il collage sul suo profilo Facebook. L’iniziativa ha destato polemiche in città perché accanto alla foto compare la scritta “In Italia si indignano perché hanno bendato un assassino”.

Sulla vicenda è intervenuta Ilaria Cristiani, capogruppo Pd in Consiglio comunale, che ha annunciato che invierà una lettera al sindaco leghista Fabrizio Fracassi e al segretario comunale per “denunciare una situazione pericolosa e lesiva della dignità dell’istituzione e chiedere come intendano intervenire”.

“Il comandante dei vigili deve essere il primo garante del rispetto del principio di legalità per tutti i cittadini: invece dal suo account privato manda messaggi che incitano al non rispetto delle regole, giustificando i metodi usati durante l’interrogatorio del giovane americano. Metodi condannati dal codice di procedura penale di cui il comandante dovrebbe essere a conoscenza, avendo anch’egli la facoltà di trattenere persone in stato di fermo. Temo sia il frutto di una generale deriva in cui il ministro Salvini e la classe politica della Lega stanno facendo cadere il nostro paese”, ha affermato Cristiani.

Il comandante Flaviano Crocco ha replicato alle accuse ricevute: “Sono stupito di queste polemiche: è stato assassinato un giovane carabiniere, ho ripreso post letti su Facebook. Dalla passata amministrazione (quando il Comune di Pavia era guidato da una giunta del Pd) non ho mai ricevuto segnalazione di comportamenti antidemocratici”.

Pietro Trivi, assessore leghista alla sicurezza, ha minimizzato l’episodio: “È solo un incidente di percorso. La pubblicazione può apparire inopportuna, ma si è sentito toccato dalla tragedia del militare”.

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