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Home » Cronaca

Calabria: uomo bruciato vivo in auto, arrestata la moglie, suo figlio e l’amante

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L'orrendo delitto è avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2019

Calabria: uomo bruciato vivo in auto, arrestata la moglie

Una donna è stata arrestata con l’accusa di aver bruciato vivo nella sua auto il marito: il delitto è avvenuto in Calabria lo scorso novembre, mentre la moglie dell’uomo è stata fermata dai carabinieri nella mattinata di lunedì 3 febbraio.

L’omicidio di Vincenzo Cordì, questo il nome della vittima, era avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 novembre a Roccella Jonica, in Calabria.

I carabinieri hanno rinvenuto il cadavere carbonizzato dell’uomo all’interno della sua auto la mattina del 13 novembre.

Dopo accurare indagini, gli inquirenti sono riusciti a risalire ai responsabili del delitto.

Secondo l’accusa, infatti, a uccidere Cordì è stata la moglie, Susanna Brescia, aiutata dall’amante, Giuseppe Menniti, e dal figlio avuto da una precedente relazione, Francesco Sfera.

Stando a una prima ricostruzione, il trio aveva pianificato tutto nei minimi dettagli, organizzando, prima di tutto, l’omicidio lontano da casa proprio per non destare sospetti.

Con la scusa di una gita in montagna, dunque, la donna ha convinto il marito ad andare nei boschi della locride alla ricerca di funghi.

Una volta arrivati sul posto, però, l’uomo è stato vittima di un agguato. Con l’aiuto dell’amante e del figlio, infatti, la donna ha tramortito il marito, dopodiché i tre hanno trascinato il corpo svenuto dell’uomo nella sua auto. Qui, l’hanno cosparso di benzina e gli hanno dato fuoco.

I tre, tuttavia, hanno commesso un errore, lasciando il cellulare della vittima fuori dall’abitacolo.

Questa stranezza ha destrato subito i sospetti degli inquirenti, i quali non hanno creduto alla versione della moglie della vittima, che ha sempre affermato che il marito si era suicidato perché depresso.

Gli inquirenti, inoltre, hanno scoperto che la donna aveva già tentato di uccidere il marito nel 2016: così hanno iniziato a pedinarla e a intercettarne le conversazioni con l’amante e il figlio fino a quando non hanno avuto la prova che l’ha poi condotta all’arresto.

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