Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Missili scoperti in un furgone sbarcato a Bari: il giallo sul carico e lo scontro sulle carte

Immagine di copertina
Un soldato francese lancia un missile anti-carro Akeron. Credit: Armée de Terre (Etalab-2.0)

L'enigma dell’autista francese in custodia cautelare dopo il sequestro di tre missili Akeron nel porto del capoluogo pugliese tra autorizzazioni al vaglio e silenzi diplomatici

Un cittadino francese di 46 anni, Regis Claude Albert Normand, è in custodia cautelare nel carcere di Bari dal 9 giugno scorso, con l’ipotesi di reato di introduzione non autorizzata di armi da guerra. L’uomo è stato fermato dalla Guardia di Finanza al suo sbarco nel porto del capoluogo pugliese dalla motonave Superfast II proveniente da Patrasso, in Grecia, mentre all’interno di un furgone con targa transalpina trasportava tre missili anticarro modello Akeron, un vettore da addestramento inerte e un contenitore vuoto.

Il sequestro
L’ispezione di routine effettuata dai militari delle Fiamme Gialle ha permesso di rinvenire nel vano del veicolo cinque contenitori logistici destinati al trasporto di sistemi d’arma anticarro, completi di tubi di lancio. Dagli accertamenti iniziali è emerso che uno dei vettori risultava privo di carica, un secondo conteneva un missile da addestramento sprovvisto di sistema di guida, propulsione e testata, mentre gli altri tre custodivano ordigni che gli inquirenti ritengono operativi. A catturare l’attenzione degli investigatori è stato l’aspetto esteriore del carico: sui tubi erano infatti applicate delle bande blu che, secondo gli standard internazionali della Nato, identificano il munizionamento inerte destinato all’addestramento e privo di potenziale detonante. Secondo quanto riportato negli atti d’indagine, le prime verifiche condotte dal personale dell’Esercito avrebbero ipotizzato che la fascia azzurra non appartenesse alla marcatura originale di fabbrica, ma fosse stata applicata tramite del nastro adesivo. Una volta rimosso il rivestimento, al di sotto sarebbe comparsa la colorazione d’ordinanza giallo-nera, codice cromatico associato al munizionamento ad alto esplosivo con capacità perforante. In virtù di questi riscontri, la magistratura ha provvisoriamente catalogato i tre Akeron come armi da guerra, mentre il pubblico ministero Lanfranco Marazia ha disposto una consulenza tecnica di cui si attendono gli esiti definitivi per accertare l’effettiva operatività e natura dei dispositivi.

La ricostruzione
Fin dal momento del fermo, Normand si è proclamato del tutto estraneo a qualsiasi attività illecita, sostenendo di aver agito come semplice autista incaricato del trasporto per conto di Mbda France, ramo transalpino del consorzio missilistico europeo partecipato al 25% dall’italiana Leonardo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nelle prime fasi del controllo, il conducente avrebbe riferito che il materiale era partito dalla Francia verso la Grecia, destinato alla società Altus LSA, partner ellenico di Mbda per il drone Kerveros, per interventi di manutenzione, e che si trovava sulla via del ritorno. Successivamente, la posizione della difesa è stata formalizzata in una nota citata dall’agenzia di stampa Ansa dal suo legale, Fabio Schino. “Il trasporto oggetto del procedimento era pienamente autorizzato dal ministero della Difesa francese ed era destinato a una base Nato in Grecia”, si legge nel documento. “Il materiale trasportato è composto da modelli inerti, privi di qualsiasi capacità offensiva. La società Mbda France ha fornito documentazione tecnica e giuridica che chiarisce integralmente la regolarità dell’operazione”. L’avvocato ha ribadito che il suo assistito si dichiara “estraneo a qualsiasi condotta illecita” e che “ha sin dall’inizio collaborato spontaneamente con le autorità. La difesa confida nel lavoro della magistratura barese, che sta conducendo i necessari approfondimenti”.
Durante l’ispezione, il trasportatore ha esibito tre lettere di vettura internazionali che, secondo quanto risulta dal verbale di sequestro, riportavano indicazioni generiche in lingua francese e non erano corredate da un elenco dettagliato del carico. A supporto della regolarità del carico, la difesa ha prodotto documentazione commerciale, carte di viaggio e un’autorizzazione rilasciata nel 2025 dal ministero della Difesa francese a Mbda France per la movimentazione di materiale bellico. Ciononostante, la misura cautelare in carcere è stata confermata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Valeria Isabella Valenzi, che ha rilevato nell’ordinanza presunte incongruenze documentali, tra cui difformità nei timbri, discrepanze nelle date e la contestata assenza delle autorizzazioni previste dalla legge italiana sul transito di materiali d’armamento.

Silenzi diplomatici
La vicenda, rimasta riservata per oltre due mesi e mezzo, ha sollevato interrogativi sulle procedure di transito e sull’assistenza consolare. Interpellato sulla questione dal quotidiano Il Foglio in merito alla permanenza in carcere del connazionale, il ministero degli Esteri francese presso il Quai d’Orsay ha declinato ogni responsabilità diretta indirizzando le richieste al gruppo Mbda. La società produttrice, contattata a sua volta dall’agenzia di stampa francese Afp, ha scelto al momento di non rilasciare commenti.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Chi è Sabrina Brizzola, la ragazza ripresa in diretta da Bruno Vespa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / Parla la preside dell'11enne tra i devastatori di Milano: "Abbiamo investito tanto su di lui. E continueremo a farlo"
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Chi è Sabrina Brizzola, la ragazza ripresa in diretta da Bruno Vespa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / Parla la preside dell'11enne tra i devastatori di Milano: "Abbiamo investito tanto su di lui. E continueremo a farlo"
Cronaca / Fedez denunciato da quattro fan: "Gli abbiamo chiesto un selfie, ci ha preso a botte con i suoi bodyguard"
Cronaca / Papa Leone, i medici dopo gli esami istologici: “Non è necessaria alcuna terapia”
Cronaca / Tanzilli (Gruppo FS): “Guardiamo al futuro con 1.300 cantieri aperti, focus sull’Alta Velocità e sui collegamenti europei”
Cronaca / Trent’anni di guerre e silenzi: al via la Congo Week 2026 per rompere il muro dell’indifferenza
Cronaca / Autostrade paralizzate in Campania, tir bloccano l’A30 contro il caro gasolio: oggi l'incontro con Salvini
Cronaca / I genitori dei minorenni fermati per gli scontri a Milano: "Mio figlio? Un pirla"
Cronaca / Giornata internazionale contro il cancro al seno: prosegue l’impegno del Gruppo FS e Fondazione Incontradonna con Frecciarosa