Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 19:59
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

“Un anno fa stavo per morire in mare, oggi a Parigi voglio diventare ingegnere”: TPI incontra Sheko a 12 mesi dal naufragio

Anniversario del salvataggio del migrante Sheko, TPI lo ritrova

Perchè li portate tutti in Italia?”

“Non possiamo mantenerli tutti noi!”

“Vengono qua per rubare!”.

Queste sono solo tre delle tante frasi fatte che si leggono quotidianamente sui social o che si sento al bar. Ed erano state utilizzate anche nei commenti sulle pagine social di TPI lo scorso anno, la notte tre il 1 e il 2 di Agosto la Open Arms, nave umanitaria spagnola, aveva soccorso 87 persone a circa 65 miglia dalla Libia. Scrivevo un diario di bordo e raccontavo il soccorso.

Erano partiti da circa due giorni dal Al Khoms, ad est di Tripoli, a bordo di un gommone di 10 metri, un modello cinese economico completamente inadatto alla navigazione e con un motore da 40 cavalli che si è rotto dopo circa 24 ore.

A bordo di quell’imbarcazione c’erano 87 storie diverse, 87 sogni, 87 vite che ho conosciuto una ad una nei giorni successivi, mentre andavamo al porto assegnato dalla Spagna, Algeciras.

Migranti, sbarchi in Italia: dati alla mano, ecco come stanno davvero le cose

La notte del soccorso ricordo di non aver dormito, un po’ per l’adrenalina che ancora doveva scendere e un po’ perché per i reporter a bordo il lavoro “vero” inizia dopo il soccorso. Mentre scorrevo le foto scattate ho visto gli occhi di un ragazzo, erano impauriti e al tempo stesso mettevano paura.

Fu Riccardo Gatti a dirmi: “Potente questa foto Vale! Arriva diretta”. Gli occhi erano di Sheko, un ragazzo di 15 anni, proveniente dal Sudan e che aveva lasciato la sua adolescenza lungo la strada percorsa fino a quel momento.

Con Sheko siamo diventati amici attraverso gli sguardi, i sorrisi. Non parlava inglese e io non parlo arabo. Ogni tanto ci traducevano e mi facevo raccontare qualcosa.

Grazie ai social siamo rimasti in contatto e poche settimane fa ho deciso di andarlo a trovare a Parigi, dove vive felicemente e finalmente libero.

Non voglio aggiungere altro, è giusto che sia Sheko a raccontare la sua storia.

Il Mediterraneo è sempre più un cimitero perché nessuno vuole ammettere che i migranti partono. Con o senza Ong

*Un ringraziamento a Roberto Fedele per il doppiaggio

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Focolaio Covid al Billionaire nell’estate 2020: per la Procura è epidemia colposa
Cronaca / Mugello, bambino di 2 anni scomparso nella notte: non era più nella sua culla. Ricerche in corso
Cronaca / Oggi 835 nuovi casi e 31 morti: il bollettino
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Focolaio Covid al Billionaire nell’estate 2020: per la Procura è epidemia colposa
Cronaca / Mugello, bambino di 2 anni scomparso nella notte: non era più nella sua culla. Ricerche in corso
Cronaca / Oggi 835 nuovi casi e 31 morti: il bollettino
Cronaca / Claudio D’Alessio, il figlio del cantante Gigi in tribunale. L’ex colf: “Picchiata e ridotta in stato di semi schiavitù”
Cronaca / Piacenza, autocisterna va a fuoco sulla A1: muoiono 2 camionisti, 10 km di coda
Cronaca / Aggressione omofoba a Torre Annunziata: 34enne picchiato da sette uomini
Cronaca / Rimosse due vertebre, raddrizzata schiena curva di 100 gradi: l’intervento senza precedenti a Bologna
Ambiente / Amianto, Solvay dovrà risarcire 558mila euro al figlio di un operaio morto per carcinoma
Cronaca / Diciassettenne vuole vaccinarsi contro il Covid e trascina in tribunale i genitori no vax
Cronaca / Il disturbatore tv Gabriele Paolini condannato a 8 anni per induzione alla prostituzione e pedofilia