Quando Bocelli era positivo al Covid e diceva: “Il virus è una tragedia, dono il plasma per fare la mia parte”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 28 Lug. 2020 alle 09:48 Aggiornato il 28 Lug. 2020 alle 09:59
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Immagine di copertina

Quando Bocelli era positivo al Covid

Le parole pronunciate da Andrea Bocelli al convegno in Senato dei “negazionisti del Covid”, organizzato da Vittorio Sgarbi e Armando Siri lunedì 27 luglio, hanno fatto scalpore. Il tenore ha affermato di essersi sentito “umiliato e offeso come cittadino” quando gli è stato vietato di uscire di casa durante i mesi di lockdown, in linea con le posizioni degli altri partecipanti, tra cui Matteo Salvini e il primario del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo. “Devo anche confessare, e lo faccio qui pubblicamente, di aver anche in certi casi disobbedito volontariamente a questo divieto perché non mi sembrava giusto né salutare. Ho una certa età e ho bisogno di sole e di vitamina D”, ha confessato Bocelli. Eppure il tenore ha sofferto in prima persona per il Covid, a cui è risultato positivo insieme al resto della famiglia a marzo, come da lui stesso dichiarato il 26 maggio scorso. Una volta guarito, il tenore ha deciso di donare il plasma per contribuire insieme alla moglie alla sperimentazione condotta dal reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Pisa sugli anticorpi di pazienti negativizzati. E nessuno ha scordato il suggestivo concerto al Duomo di Milano del 12 maggio scorso, quando il cantante si è esibito solo sul sagrato deserto.

Il 26 maggio l’artista toscano affermava che la sua esperienza con il Coronavirus era stata “una tragedia”, perché in famiglia erano stati contagiati tutti, seppur senza gravi conseguenze. “Abbiamo superato molto bene la malattia anche se io purtroppo ho dovuto annullare molti concerti ed è stata una brutta esperienza. È stato come vivere un incubo perché avevo la sensazione di non avere più il controllo delle cose. Speravo di svegliarmi da un momento all’altro. Questo virus ha messo in ginocchio il mondo intero e io anche oggi non riesco a capirlo, a metabolizzare questa sciagura”, affermava il tenore ai giornalisti fuori dall’ospedale di Pisa.

Bocelli ha anche raccontato di aver avuto la certezza di essere stato contagiato dal Covid quando si è sottoposto al tampone. Il 12 aprile, in occasione del suggestivo concerto, il cantante ha scritto sui social:La pandemia che ha turbato il mondo ha coinvolto, seppure in modo lievissimo e pressoché asintomatico, anche la mia persona e alcuni membri della mia famiglia. Per non allarmare inutilmente i miei fan, per rispetto verso coloro che hanno contratto il virus con ben altre conseguenze, ed anche per tutelare la mia famiglia, non ho ritenuto opportuno divulgare la notizia. Perfettamente guarito già prima della fine di marzo, oggi nuove priorità m’impongono di rinunciare a quel riserbo che ho finora perseguito quale scelta di responsabilità. Ho immediatamente risposto “presente” alla possibilità di donare il sangue, per lo studio sulla cura del Covid. Un piccolo gesto con cui faccio la mia piccola parte”. Ma con le dichiarazioni di ieri Bocelli ha dimostrato di aver cambiato idea sulla gravità della pandemia e sulla necessità di contenerla.

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